Dieselgate, strategia tedesca “salva” ambiente e lavoro

In arrivo un fondo per sostenere i provvedimenti utili a migliorare la qualità dell’aria, rottamare i diesel più vecchi e aggiornare il software dei più recenti. Il contributo richiesto da Berlino a Bmw, Mercedes e Volkswagen potrebbe arrivare a 5 miliardi

immagine di una super strada tedesca con traffico di auto

La Germania si sta preparando a una nuova “mossa” nel processo di miglioramento della qualità dell’aria nelle sue città, con la precisa volontà di non penalizzare eccessivamente i motori diesel. Un forte declino di questa tecnologia, sottolinea un report di Bloomberg, potrebbe portare a problemi di occupazione nel Paese, dove sono più di ottocentomila le persone che dipendono direttamente dall’industria dell’automotive.

La proposta del ministro dei Trasporti, Andreas Scheuer, supportata da Angela Merkel, è quella di creare con il sostegno dei costruttori tedeschi un fondo per sostenere la rottamazione dei diesel più vecchi e per aggiornare il software di quelli più recenti, gli Euro 5, che hanno la potenzialità di essere “puliti” come gli Euro 6.

Stephan Weil, che guida il land della Sassonia dove ha sede la Volkswagen, ha ipotizzato un budget di un miliardo di euro ma da più parti, come ha riportato “Der Spiegel”, il contributo richiesto ai tre grandi gruppi tedeschi – Bmw, Mercedes e Volkswagen – potrebbe arrivare a 5 miliardi, per sostenere l’eliminazione delle auto più inquinanti ma anche i provvedimenti da prendere a livello locale per migliorare la qualità dell’aria.

Andreas Scheuer ha dichiarato che le case automobilistiche devono adempiere entro la fine del 2018 al loro impegno di aggiornare il software di 5,3 milioni di veicoli diesel e ha specificato che è già stato concordato per questa operazione un fondo congiunto industria-governo di 250 milioni di euro, a cui i produttori aderiranno formalmente martedì della prossima settimana.