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Incendi, nel 2021 eventi devastanti e record di emissioni

Gli ultimi dati del servizio Copernicus indicano ben 1.760 mega tonnellate di emissioni di carbonio liberate. Il cambiamento climatico favorisce le condizioni ideali per le fiamme

Il 2021 è stato un anno di incendi intensi, prolungati e devastanti che hanno causato un totale stimato di 1760 mega tonnellate di emissioni di carbonio. Sono gli ultimi dati del servizio Copernicus Atmosphere Monitoring Service, che monitora costantemente le emissioni degli incendi e il loro impatto sull’atmosfera in tutto il mondo. L’anno ha anche visto alcune delle più elevate emissioni stimate in diverse regioni del mondo, sulla base dei dati del dataset di CAMS 19-year Global Fire Assimilation System (GFAS). L’estate del 2021 ha sofferto una serie di gravi incendi che hanno portato alle più elevate emissioni stimate per alcuni dei mesi considerati nel dataset. Non solo vaste zone sono state colpite per tutta l’estate, ma la loro persistenza e intensità sono state notevoli. Questo ha incluso vaste distese in Nord America, Siberia, Mediterraneo orientale e centrale, e Nord Africa. Il totale mensile delle emissioni stimate del mese di luglio è stato di poco il più alto per il 2021 con 343 mega tonnellate di carbonio emesse nell’atmosfera. Più della metà delle emissioni sono state attribuite agli incendi in Nord America e in Siberia, due delle regioni maggiormente colpite. Secondo i dati GFAS, in agosto la situazione è stata simile, con un totale mensile di emissioni stimate ancora più alto, con una stima di 378 mega tonnellate di carbonio rilasciate nell’atmosfera a livello globale.

Animazione in fermo immagine della attività globale degli incendi il 31/07/2021 che segnala gli incendi in Siberia, Nord America e la zona del Mediterraneo. Credits: Copernicus Atmosphere
Monitoring Service/ECMWF

Le regioni più colpite dagli incendi sono state:

Siberia
Incendi su larga scala sono divampati nelle aree della Siberia occidentale intorno a Omsk e Tyumen, causando emissioni giornaliere ben al di sopra della media degli anni precedenti secondo il dataset per il periodo 2003-2021. Al contempo, i territori orientali non erano così attivi all’inizio della stagione. La differenza si rifletteva chiaramente nelle anomalie della temperatura superficiale delle regioni. Durante l’estate, tuttavia, gli incendi nella Repubblica di Sakha nella Siberia nord-orientale hanno raggiunto il più elevato valore totale del periodo estivo nel dataset CAMS GFAS da giugno ad agosto, più del doppio degli anni precedenti. Inoltre, l’intensità giornaliera degli incendi, misurata come Fire Radiative Power (FRP), ha raggiunto livelli significativamente superiori alla media da giugno fino all’inizio di settembre. Anche altre regioni della Russia orientale, comprese parti del Circolo Polare Artico, Chukotka Autonomous Oblast e Irkutsk Oblast, hanno sperimentato incendi, ma in misura significativamente inferiore rispetto al 2020 e al 2019.

Nord America
Gli incendi sono divampati nelle parti occidentali del Nord America per un periodo prolungato dalla fine di giugno alla fine di agosto. Le aree maggiormente colpite includono diverse province del Canada, così come la California e gli stati nell’area nord-ovest del Pacifico negli Stati Uniti. Tra gli incendi è compreso uno dei più grandi mai registrati nella storia dello stato californiano, il cosiddetto Dixie Fire, che prende il nome dalla strada da cui avuto origine. Complessivamente, gli incendi hanno rilasciato nell’atmosfera emissioni totali di carbonio stimate in circa 83 mega tonnellate. L’alta intensità e la persistenza delle emissioni degli incendi potevano essere osservate nelle previsioni globali di CAMS poiché una miscela di fumo ha attraversato il Nord Atlantico e, unendosi agli incendi provenienti dalla Siberia, ha raggiunto le zone occidentali delle Isole Britanniche e l’Europa nord-occidentale alla fine di agosto, prima di attraversare gran parte dell’Europa.

Area Mediterranea
Molti paesi del Mediterraneo orientale e centrale hanno subito diversi giorni di incendi ad alta intensità nei mesi di luglio e agosto, portando ad alte concentrazioni di inquinante particolato fine (noto come PM2.5) e al conseguente peggioramento della qualità dell’aria. Le condizioni particolarmente secche e calde durante i mesi estivi hanno fornito l’ambiente ideale per incendi intensi e prolungati. La Turchia è stata la regione più colpita nel mese di luglio, i dati di CAMS GFAS hanno mostrato un’intensità giornaliera degli incendi che ha raggiunto livelli molto alti, ben al di sopra della media della regione. Altri paesi interessati dai devastanti incendi sono stati Grecia, Italia, Albania, Macedonia del Nord, Spagna, Algeria e Tunisia.

India Settentrionale
La combustione stagionale delle stoppie delle coltivazioni di Pakistan e India nord-occidentale si verifica ogni anno tra la fine di settembre e la fine di novembre. La foschia e l’inquinamento da fumo causati da questa attività sono stati chiaramente evidenti nelle immagini satellitari visibili durante i mesi di ottobre e novembre 2021 e sono risultati anche in valori molto alti di inquinante particolato fine e aerosol optical depth nelle previsioni globali CAMS in tutta la regione. Un inquinamento atmosferico significativo è stato osservato, e riportato, in tutta la Pianura Indo-Gangetica (IGP), colpendo milioni di persone. La maggior parte degli incendi sono divampati negli stati indiani del Punjab e dell’Haryana.

Mark Parrington, Senior Scientist e wildfire expert presso ECMWF Copernicus Atmosphere Monitoring Service, ha commentato: “Mentre l’anno volge al termine, abbiamo osservato che vaste regioni sono state colpite da un’intensa e prolungata attività di incendi, alcuni dei quali hanno raggiunto un livello mai registrato negli ultimi vent’anni. Le condizioni regionali più secche e calde causate dal surriscaldamento globale aumentano il rischio di infiammabilità e di incendio della vegetazione e questo si è tradotto in incendi estremamente estesi, in rapido sviluppo e persistenti che abbiamo monitorato. Dal 2021 è chiaro che il cambiamento climatico sta fornendo le condizioni ideali per gli incendi, che possono anche essere esacerbati dalle condizioni meteorologiche locali. Le nostre previsioni fino a cinque giorni permettono agli organi decisionali, alle organizzazioni e agli individui di intraprendere azioni di mitigazione in modo anticipato rispetto a qualsiasi episodio di inquinamento”.

Il servizio Copernicus, implementato dal Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a medio raggio per conto della Commissione Europea e finanziato dalla UE, monitora da vicino gli incendi attivi in tutto il mondo, fornendo una stima delle emissioni e dell’impatto che ne deriva sulla composizione atmosferica e sulla qualità dell’aria.

Per saperne di più Vai al sito di CAMS

Leggi qui per maggiori informazioni sugli incendi nell’Emisfero Settentrionale durante il 2021

Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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