Delfinario di Rimini, sentenza storica a favore degli animali

Il processo vede schierata come parte civile l’associazione Animalisti Italiani Onlus. Dal 2013 l’organizzazione denuncia i maltrattamenti sui delfini perpetrati all’interno della struttura

Immagine di delfini nel Delfinario di Rimini

Il 30 aprile si è svolta l’udienza del processo sul Delfinario di Rimini. Un processo che vede schierata come parte civile l’associazione Animalisti Italiani Onlus in difesa di Lapo, Alfa, Sole e Luna, i quattro delfini protagonisti di questo caso giudiziario.

“Si tratta di un caso unico in Italia: per la prima volta nel nostro Paese – ha dichiarato il presidente di Animalisti Italiani Onlus Walter Caporale – è stata portata avanti un’inchiesta approfondita su una vicenda di maltrattamento di delfini. Di certo è una sentenza storica, come è avvenuto per Green Hill, utile affinché si comprenda la fondamentale importanza della tutela non soltanto fisica ma soprattutto psicologica ed etologica degli animali”.

La battaglia dell’associazione a difesa di questi delfini va avanti dal 2013. Alla fine del luglio di quell’anno, nell’ambito di controlli istituzionali pianificati nei delfinari italiani e in seguito a un lungo carteggio amministrativo sul rilascio della licenza a giardino zoologico alla società Delfinario di Rimini srl, medici veterinari specializzati, funzionari del ministero della Salute e del ministero dell’Ambiente e operatori della Cites (Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione) hanno effettuato un sopralluogo nella struttura per la verifica del rispetto della normativa vigente, rilevando molteplici e gravi criticità sulla gestione e custodia degli animali.

La struttura risultava, infatti, costituita da una sola vasca e non era presente una idonea per il trattamento medico-veterinario fisicamente isolata da quella utilizzata per il mantenimento degli animali. Inoltre, non esisteva alcun sistema che potesse creare apposite aree ombreggiate e non era previsto un apparato di raffreddamento dell’acqua. La costrizione permanente degli animali comportava un grave danno alla loro salute e alle loro necessità etologiche, come è stato attestato anche da tutti i consulenti della Procura, da ausiliari della Procura Generale e da tecnici ministeriali.

Il Tribunale di Rimini, che depositerà le motivazioni della sentenza tra 90 giorni, ha ritenuto il direttore e la veterinaria del delfinario di Rimini colpevoli di maltrattamenti animali e li ha condannati rispettivamente a 6 e 4 mesi di reclusione. Inoltre, è stata accolta la richiesta di confisca degli animali che saranno affidati ai ministeri competenti (Ambiente, Salute e Politiche Agricole) e non potranno essere messi in vendita.

“Un iter indubbiamente complesso. Nessun caso precedente nel nostro Paese – ha detto l’avvocato Michele Pezone di Animalisti Italiani Onlus – Sicuramente la sentenza è destinata non soltanto a diventare punto di riferimento per analizzare situazioni analoghe in futuro, ma ad avere risonanza anche all’estero”.