Il decreto sicurezza è legge, Legambiente: “Non è di questo che abbiamo bisogno”

Il presidente Stefano Ciafani dopo l’approvazione definitiva alla Camera: “Il testo trasforma ogni problema sociale in un problema di ordine pubblico, con misure che alimenteranno tensioni e nuove insicurezze”

Una fotografia di un gruppo di immigrati africani sbarcati in Italia

La sera del 28 novembre la Camera ha approvato in via definitiva il decreto sicurezza DL113. Dopo aver incassato il voto di fiducia il 27 novembre, ieri il provvedimento è passato anche a Montecitorio con 396 sì e 99 no. Il testo, che vara una stretta sui permessi di soggiorno e istituisce il reato di accattonaggio molesto, ora è legge.

Immediata la presa di posizione contro il decreto sicurezza da parte di Legambiente. “Di sicurezza in Italia c’è molto bisogno. Proprio per questo serve al nostro paese una legge del tutto diversa da quella approvata oggi alla Camera con voto di fiducia”. Così il presidente di Legambiente Stefano Ciafani sull’approvazione definitiva del decreto Salvini.

“Il testo trasforma ogni problema sociale in un problema di ordine pubblico, con misure che alimenteranno tensioni e nuove insicurezze – ha precisato il presidente di Legambiente -. A cominciare dal rischio concreto con la vendita ai privati dei beni confiscati alla mafia di far tornare nelle mani dei clan il patrimonio riconquistato, cancellando in una botta sola i risultati importanti ottenuti con la legge del 1982 e quella del 1996 sul riutilizzo a scopi sociali del patrimonio mafioso. La soppressione della protezione umanitaria e la riduzione dei diritti e delle possibilità di legalizzazione provocheranno, invece, con l’aumento dei dinieghi, l’aumento del numero di migranti illegali sul territorio. Lo smantellamento del sistema Sprar punta a ridurre al minimo l’accoglienza diffusa e a impedire l’integrazione; si tornerà alla concentrazione di persone disperate in mega centri di accoglienza e alla moltiplicazione dei clandestini per alimentare in modo strumentale quelle tensioni sociali alla base del consenso elettorale della Lega. Si creeranno nuova insicurezza, paure e malessere; al contempo verranno meno i vantaggi che il sistema Sprar ha finora prodotto, dai posti di lavoro alla riattivazione di servizi sociali e sanitari per tutti, perché le risorse spese per l’accoglienza diffusa hanno favorito lo sviluppo locale e la coesione sociale”.

“Non è di questo che abbiamo bisogno – conclude Ciafani – Serve una legge che affronti in modo organico l’insicurezza del Paese causata dalla criminalità organizzata in tutta la Penisola e quella dovuta ai rischi ambientali prodotti dalle attività umane fuori controllo. È necessario ridurre il rischio idrogeologico, tutelando con misure opportune i cittadini che vivono in zone a rischio alluvione o frana; rendere più sicure le case costruite male in un paese a rischio sismico e idrogeologico; accelerare l’abbattimento degli edifici abusivi realizzati anche in aree pericolose; dare impulso alla messa a norma del patrimonio edilizio a partire da quello scolastico e bonificare l’amianto presente in edifici di tutta Italia. Occorre aumentare ulteriormente il controllo pubblico dell’inquinamento ambientale da parte delle Agenzie regionali protezione ambiente e contrastare con forza lo smog nelle aree industriali come nei centri urbani. Ma tutto questo nella legge sulla Sicurezza non c’è”.