Decreto sicurezza, Anci: “Non è possibile sospendere i diritti basilari”

Dopo il sindaco di Palermo Orlando anche Antonio Decaro, presidente dell'Associazione nazionale comuni italiani, si schiera contro la legge 113/2018: "siamo pronti a restituire la fascia tricolore" ICONA recensioni Sit in a sostegno del sindaco di Palermo: ci sarà anche Libera Sicilia ICONA recensioni I Verdi annunciano lettera alla Corte Ue e all'Onu

L'immagine della protesta di alcuni richiedenti asilo in Italia

Non accennano a placarsi le polemiche dopo l’annuncio del sindaco di Palermo Leoluca Orlando di non voler applicare la parte del decreto sicurezza che sospende i diritti dei migranti richiedenti asilo. A fianco del primo cittadino del capoluogo siciliano si schiera, tra gli altri, il presidente dell’Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro.

“Da sindaco e da presidente dell’Anci, non ho alcun interesse ad alimentare una polemica con il ministro dell’Interno. Non credo sia il caso di polarizzare uno scontro tra posizioni politiche differenti. Faccio solo notare che le nuove norme mettono noi sindaci in una oggettiva difficoltà”, ha dichiarato Decaro riferendosi all’applicazione della legge 113/2018 su sicurezza e immigrazione e alle ricadute per chi amministra le città.

“I sindaci sono quotidianamente nella trincea dei bisogni e sono tenuti a dare risposte che non possono essere inefficaci, a maggior ragione se si tratta di diritti civili e protezione sociale – ha aggiunto -. Per questo auspico che il ministro dell’Interno, contribuendo ad abbassare i toni della polemica, voglia convocarci per discutere delle modalità operative e dei necessari correttivi alla norma. Se poi il ministro ritiene che il mestiere di sindaco sia una pacchia, come ha dichiarato anche in queste ore, siamo pronti a restituirgli, insieme alla fascia tricolore, tutti i problemi che quotidianamente siamo chiamati ad affrontare”.

“Se ai migranti presenti nelle nostre città non possiamo garantire i diritti basilari assicurati agli altri cittadini, né, ovviamente, abbiamo alcun potere di rimpatriarli, come dovremmo comportarci noi sindaci? Inoltre – ha proseguito Decaro – quando si è deciso di chiudere i centri Sprar, che distribuendo su tutto il territorio nazionale il flusso migratorio assicuravano un’accoglienza diffusa, anticamera di una necessaria integrazione, alcune città hanno visto un aumento considerevole di stranieri nei centri Cas e Cara, a gestione ministeriale. Si è interrotto, così, un percorso virtuoso di accoglienza e integrazione e si è favorito l’aumento di tensioni sociali nelle comunità di riferimento”.

In conclusione, Decaro ha invitato Salvini a “riunire attorno a un tavolo ministero e sindaci per risolvere i problemi che questa legge, oggettivamente, crea, così come avevano paventato prima della conversione in legge, la commissione immigrazione dell’Anci e molti consigli comunali di orientamento politico diverso. Non è possibile sospendere i diritti basilari delle persone così come non è possibile sospendere unilateralmente l’ottemperanza di una legge”.

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