Decreto biometano, parere positivo della Commissione europea

Un documento che delinea il sistema di supporto alla filiera di origine agricola, per un ammontare indicativo di 4,7 miliardi di euro tra il 2018 e il 2022. Il Cib: “E’ un risultato che premia gli sforzi dell’intero sistema Paese”

La Commissione Europea ha espresso un parere positivo sul cosiddetto “decreto biometano”, documento che delinea il sistema di supporto alla filiera del biometano di origine agricola, per un ammontare indicativo di 4,7 miliardi di euro tra il 2018 e il 2022. Nella nota emessa dalla Commissione, che riporta una dichiarazione della Commissaria per la concorrenza Margrethe Vestager, si riconosce l’importanza dei biocarburanti avanzati prodotti da matrici agricole sostenibili come il biometano, poiché non richiedono consumo aggiuntivo di terreno e possono aiutare l’Italia a raggiungere gli obiettivi fissati dalla direttiva europea sulle energie rinnovabili che impone agli Stati membri di destinare ai trasporti almeno un 10% di carburanti da fonti rinnovabili.

“E’ un risultato che premia gli sforzi dell’intero sistema Paese e che la filiera del biogas/biometano agricolo italiano attendeva da lungo tempo – dichiara Piero Gattoni, presidente del CIB – Consorzio Italiano Biogas –. Un ringraziamento va al MISE, al MIPAAF e al MATTM, ai Ministri e ai loro staff, per aver sostenuto con forza e determinazione questo dossier a Bruxelles. Ci auguriamo ora che il decreto venga firmato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale nel più breve tempo possibile”.

 

La decisione della Commissione arriva a pochi giorni dall’evento annuale del CIB, Biogas Italy, durante il quale sono state presentate alcune stime sulle potenzialità della filiera italiana del biometano. Secondo il  CIB, l’Italia sarebbe nelle condizioni di raggiungere una produzione di 10 miliardi di m3 di biometano al 2030, di cui almeno 8 da matrici agricole pari a circa il 15% dell’attuale fabbisogno annuo di gas naturale e ai due terzi della potenzialità di stoccaggio della rete nazionale.

Uno studio presentato a Biogas Italy dalla società di consulenza ambientale Althesis parte da questa stima per definire uno scenario al 2050, dove un potenziamento della produzione di biometano potrebbe evitare emissioni di CO2 per 197 mln di tonnellate. Lo sviluppo della filiera consentirebbe, inoltre, già entro il 2030, di creare oltre 21mila posti di lavoro e di generare un gettito tributario di 16 mld di € tra imposte sulle imprese e fiscalità di salari e stipendi. Le ricadute economiche complessive al 2030 si misurerebbero in 85,8 mld di €, di cui 17,7 mld € nell’uso elettrico, 15 mld € nel settore dei trasporti e 53,1 mld € grazie all’immissione nella rete.