giovedì 28 Gennaio 2021

Login

Registrati

Dall’Europa alla Cina, il viaggio degli ambientalisti

Un mese e mezzo in Cina. In giro per il paese, visitando almeno una decina di città diverse. È questo il riassunto di un viaggio che sta per iniziare, un viaggio speciale perché fatto con occhi “ambientalisti” sia da parte di chi lo fa, che di chi lo accompagna, ovvero i miei colleghi cinesi; sono stato scelto, infatti, assieme ad altri 19 attivisti ambientalisti europei per andare a fare uno stage in altrettante associazioni ambientaliste cinesi. È un progetto della fondazione tedesca AsienHaus, finanziato dalla Fondazione Bosch. Quello delle lavatrici? Sì, lui.

Scopo del progetto è quello, di mettere in contatto due mondi molto diversi ma che devono necessariamente cominciare a parlarsi. E quindi a conoscersi. Ovvero, più nel dettaglio, c’è una forte esigenza da parte degli ambientalisti europei di capire come lavorano le associazioni ambientaliste cinesi (è poco noto che ci siano ambientalisti anche in Cina, ma in realtà alcune ong sono state fondate anche oltre trent’anni fa) e fare capire a loro, nel periodo che passano a fare lo stage presso le associazioni europee, come lavoriamo noi.

In Cina i fenomeni di inquinamento ambientale e le dinamiche “distruptive” sul piano sociale (si pensi agli acquisti online, con tutto quello che ne consegue a livello ambientale) sono presenti con un’intensità e una scala molto maggiori della pur avanzata Europa. Saranno utili le tecnologie green europee ed americane per risolverli? O sarà forse il contrario? Saranno cioè più utili le tecnologie e i modelli organizzativi (e i capitali…) cinesi per darci una mano a efficientare i nostri edifici, o a risolvere i nostri problemi di traffico e deforestazione?

Nella città di Shenzen, per fare un altro esempio, l’ultimo servizio di bike sharing che è partito ha installato finora 600mila biciclette. A Padova ne abbiamo 200. Quando l’ho detto a Yang, si è messo a ridere. Yan Yang è il mio “twinner” della Chonqing Green Volounteer League, ovvero il mio corrispettivo cinese che ha passato circa due mesi in stage presso Legambiente Veneto.   Diciamo che ha riso di meno quando ha visto il Piave in secca e le falde che danno acqua a circa mezzo milione di persone inquinate forse per sempre dagli ormai famosi Pfas.  “Ci sono cose che non cambiano, neanche in Europa” è stato il commento.

Il programma ufficiale della visita è nutrito: incontrerò presidi di facoltà e dottorandi che si occupano di impatto ambientale delle merci; conoscerò i direttori generali di un paio di importanti associazioni ambientaliste nazionali cinesi; visiterò vari progetti di educazione ambientale e di sensibilizzazione sui temi della gestione sostenibile dell’acqua lungo lo Yangtze, il fiume azzurro. Visiterò, infine, un paio di aree umide protette lungo la costa, all’altezza di Tianjing e Tangshan, due città non distanti da Pechino. E in mezzo a questo programma ci saranno workshop, incontri e seminari.

Uno di questi, in particolare, riunirà tutti gli europei e i cinesi partecipanti al programma, presso l’isola di Heinan, le cosiddette “Hawai cinesi” ubicate nel golfo del Tonchino, ormai famigerata nel mondo per l’attacco scriteriato alla barriera corallina e lo sviluppo del turismo di massa, tumultuoso perfino per gli standard cinesi.

Ogni visita sarà l’occasione per prendere il polso alla società cinese e alle sua fame di tecnologia per la risoluzione dei problemi ambientali. Con la certezza di imparare qualcosa e la speranza di portare a casa qualche idea utile, che racconterò da qui… Stay tuned!

Articoli correlati

Guerra in Nagorno Karabakh, voci da un conflitto dimenticato

Intervista al giornalista freelance Daniele Bellocchio, rientrato in Italia dal fronte di guerra in Nagorno Karabakh, dove l’ultima escalation di violenze ha riaperto ferite mai sanate dal crollo dell’Urss

In Armenia cittadini e attivisti contro la miniera d’oro di Amulsar

Da anni intorno intorno al sito minerario centinaia di persone si oppongono a uno scempio annunciato. In un clima di tensione lontano anni luce dalla rivolta di velluto del 2018

I leader indigeni hanno denunciato Bolsonaro alla Corte dell’Aia

Il Presidente è accusato di crimini contro l'umanità. Ecocidio, sterminio, migrazione forzata, schiavitù e persecuzione contro gli indigeni / Bolsonaro, dalla retorica anti-diritti umani ai fatti / Amazzonia, due nuovi studi confermano l'aumento di deforestazioni con Bolsonaro al governo 

Seguici sui nostri Social

16,645FansLike
21,231FollowersFollow
0SubscribersSubscribe

Gli ultimi articoli

Guerra in Nagorno Karabakh, voci da un conflitto dimenticato

Intervista al giornalista freelance Daniele Bellocchio, rientrato in Italia dal fronte di guerra in Nagorno Karabakh, dove l’ultima escalation di violenze ha riaperto ferite mai sanate dal crollo dell’Urss

“Sinergie”, il workshop sul volontariato aziendale approda on line

Imprese e Terzo Settore insieme per la sostenibilità ambientale durante la pandemia di Covid-19. L'appuntamento è per martedi 23 febbraio alle ore 10.00

Economia circolare, l’allarme delle imprese: “Manca una programmazione”

Il commento di Unirimap, Assorimap e Assofermet: “Basta ritardi. Servono subito anche 2,625 mld per puntare davvero sulla green economy”

Il biometano al centro della campagna Unfakenews contro le bufale ambientali

Prosegue l'impegno di Legambiente e Nuova Ecologia per fare chiarezza su temi ostacolati dall'opinione pubblica. Questo mese il biocombustibile a km0

Biometano, ecco le risposte che cerchi

È al centro della campagna Unfakenews di Legambiente e Nuova Ecologia contro le bufale ambientali. Non c'è spazio per i dubbi