Dalle api nasce il packaging sostenibile

Apepak è un imballaggio biodegradabile. Prodotto da Sonda, onlus che dal 1995 ha avviato un percorso riabilitativo per persone con disagi

Apepak imballaggio

Si stima che circa il 35% della produzione di cibo a livello globale dipenda dalle api. Su cento colture da cui dipende il 90% della produzione, 71 sono legate al loro lavoro di impollinazione. Nella sola Europa ben quattromila diverse colture crescono anche grazie a questi fondamentali insetti. Ma dalle api non si ricava solo cibo ma anche soluzioni ecosostenibili, come ad esempio gli imballaggi. Negli ultimi anni il packaging per il cibo è finalmente diventato un argomento centrale, perché rappresenta uno dei maggiori sprechi della nostra cultura. “Apepak” è un imballaggio per conservare gli alimenti, a differenza della pellicola in plastica trasparente, totalmente naturale e biodegradabile.
«L’involucro è composto da cotone biologico certificato Global organic textile standard, o riciclato dagli avanzi dei laboratori tessili italiani, da cera d’api biologica proveniente da fornitori selezionati dalla World biodiversity association – spiega Massimo Massarotto, ideatore di Apepak – e ancora resina di pino e olio di jojoba, tutti e due forniti da apicoltori e aziende del territorio». L’idea di Massarotto ha preso vita grazie ai primi prototipi e ai test condivisi con Francesca Amato, vicepresidente di Sonda, una società cooperativa sociale che nel 1995 ha avviato un percorso riabilitativo rivolto a persone con problematiche psicosociali di diversa natura.
I primi involucri sono stati testati da duecento famiglie e i feedback raccolti impiegati per migliorare la produzione. Apepak è certificato per il contatto con il cibo ed è possibile utilizzarlo anche in ambienti professionali. La sua composizione deriva da coltivazione biologica e filiera sostenibile, che rendono Apepak malleabile, antisettico e termoformante. Ogni volta che si utilizza un Apepak, viene naturalmente risparmiato il suo corrispettivo in plastica. Si sostiene inoltre un giorno di lavoro di circa mille api da miele italiane e circa trenta minuti di lavoro di un membro della cooperativa sociale Sonda, in genere una persona diversamente abile, un ex tossicodipendente o una persona anziana.