Dalla terra al bicchiere

A Borgo Val Di Taro, un giovane bancario e una giovane architetta hanno avviato il birrificio agricolo Turris. Un chiaro esempio di economia circolare

immagine di tre bottiglie di birra

L’artigianalità e la passione nel rispetto della tradizione: sono questi gli elementi che caratterizzano molte delle realtà di imprese enogastronomiche nei piccoli comuni italiani. Il settore birra non è da meno, avendo un occhio di riguardo per l’innovazione. Ed è proprio in un piccolo paese del parmense, Borgo Val Di Taro, che Davide Cresci e Chiara Tavana, un giovane bancario e una giovane architetta, hanno avviato il birrificio Turris. Anche se la produzione è stata avviata diversi mesi fa, l’inaugurazione è avvenuta lo scorso febbraio. Nella loro azienda agricola, che da diversi anni ha aderito al disciplinare del biologico, sono loro stessi a coltivare il principale ingrediente, l’orzo, e ora si stanno attrezzando per rifornirsi di luppoli 100% biologici.

Il loro quindi è un birrificio cosiddetto “agricolo”, che cioè utilizza in prevalenza la materia prima aziendale. Con il termine birra agricola si indica infatti quella bevanda prodotta e imbottigliata dallo stesso soggetto che coltiva l’orzo. Tutta la filiera produttiva risulta in mano allo stesso soggetto, che dispone a sua volta di una malteria e delle attrezzature destinate a trasformare il malto nella birra vera e propria destinata al consumo. Nelle loro birre non vengono in alcun modo utilizzati coadiuvanti chimici o altri additivi, si tratta di un prodotto completamente naturale, non filtrato e non pastorizzato. Mese dopo mese, raccolto dopo raccolto, cotta dopo cotta e ricetta dopo ricetta, Davide e Chiara hanno iniziato a realizzare un prodotto di qualità in ottime quantità: circa 20.000 bottiglie al mese, con tre differenti tipologie di birra.

Un processo produttivo è un chiaro esempio di economia circolare, cioè in grado di generare il minimo di rifiuti. Il malto utilizzato, una volta raffinato diviene il mangime perfetto per le greggi, che a loro volta contribuiscono alla concimazione naturale dei campi biologici. L’impatto ambientale della loro produzione è quindi ridotto al minimo. Il birrificio Turris è un chiaro esempio di una passione che diventa realtà, rispettando l’ambiente, le radici territoriali e le tradizioni: il nome Turris infatti deriva dalla vecchia denominazione del comune parmense, poi divenuto Torre Sana e infine Borgo Val Di Taro.