Dal calcare all’arsenico, la soluzione non è l’acqua in bottiglia

L’Italia è tra i maggiori consumatori al mondo di bottiglie di plastica, eppure l’acqua è buona e potabile nella maggior parte del paese. Nei comuni in cui la risorsa idrica presenta delle criticità, esistono inoltre soluzioni alternative al pet monouso

Ogni anno nel nostro Paese vengono vendute oltre 8 miliardi le bottiglie in plastica, secondo quanto riportano i dati di Legambiente (dossier “Acqua in bottiglia”, 2018, Legambiente e Altreconomia). Gli italiani consumano, primi nel mondo, 206 litri di acqua in bottiglia pro capite l’anno, corrispondenti a 1 milione 165 mila tonnellate equivalenti di CO2 tra produzione e trasporto (elaborazione dati Arpal). Davanti a noi si trova solo il Messico, dove, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, nel 2015 appena il 43% della popolazione aveva accesso ad acqua corrente sicura. Il motivo sta nella fiducia che gli italiani ripongono nelle acque imbottigliate e, dall’altra parte, nella sfiducia riposta nell’acqua del rubinetto e nelle soluzioni alternative di depurazione ove fossero necessarie. 

Il motivo della sfiducia nei confronti dell’acqua corrente è spesso la preoccupazione rispetto alla presenza di sostanze contaminanti. Secondo l’Open Mind Research 2018 di Aqua Italia, il 34,7% degli italiani si è dichiarato estremamente preoccupato da questo e il 55,5% abbastanza preoccupato. Eppure, l’acqua del rubinetto è ben controllata, la normativa europea è ben rispettata e durante l’anno vengono realizzati milioni di controlli per almeno 50 parametri chimici e microbiologici. 

Nonostante la sfiducia degli italiani sia lungi dall’essere vinta, il trend sembra comunque in lenta, ma inesorabile inversione. Sempre secondo la ricerca di Aqua Italia si evince infatti che nel 2018 il 73,7% della popolazione italiana abbia usufruito volentieri di acqua del rubinetto (trattata e non), oltre il 10% in più rispetto al 2014.


Merito della riscoperta coscienza ambientalista del mondo e del desiderio di lottare contro la plastica? Senz’altro. Ma di certo un ruolo fondamentale lo stanno giocando anche le nuove tecnologie a disposizione per la depurazione dell’acqua. 

Molti italiani scelgono infatti l’acqua in bottiglia per motivi di gusto, ma tanti altri vivono in comuni dove l’acqua del rubinetto presenta delle criticità: solo nel Lazio ben 91 comuni possiedono, ad esempio, acquedotti inquinati dall’arsenico.

L’Arsenico (As) è un semi-metallo molto diffuso in natura. Lo si trova nell’aria, nel suolo, nell’acqua. Per l’uomo la principale fonte di esposizione a questo elemento è, appunto, rappresentata dall’assunzione di acqua contaminata e in diversi comuni italiani sono stati riscontrati valori di arsenico nelle acque potabili superiori a 10 μg/L (limite di legge). Per ovviare a questo problema, la stragrande maggioranza dei cittadini ricorre all’acqua in bottiglia, ottimale nella risoluzione della prima emergenza ma che non dovrebbe costituire soluzione definitiva del problema: esistono alternative, di lunga durata, più economiche e sostenibili. 

Per capire come si possa trattare l’acqua nel caso in cui sia presente arsenico o altre sostanze pericolose e quale sia la soluzione migliore per le persone e per l’ambiente abbiamo intervistato Lorenzo Tadini, direttore commerciale di BWT, azienda specializzata  nella produzione di sistemi di trattamento delle acque. 

“L’arsenico è un problema molto grave, ma la tecnologia ci permette di restituire ai cittadini acqua pulita e buonissima da bere – ci racconta – La soluzione è possibile a più livelli. Si possono costruire sistemi di filtraggio a monte per il trattamento degli acquedotti, sistemi di filtraggio diffusi grazie alla casette dell’acqua, ma anche a soluzioni casalinghe che filtrano direttamente l’acqua nei nostri rubinetti. In tutti i casi il filtraggio dell’arsenico avviene tramite l’utilizzo dell’osmosi inversa, tecnica che arriva addirittura dagli scienziati della Nasa ed utilizzata nelle stazioni spaziali. Grazie a questi strumenti siamo in grado di far passare l’acqua attraverso speciali membrane in grado di bloccare tutti gli elementi indesiderati, arsenico compreso”.

E se il problema fosse meno grave? Ad esempio, se il consumatore avesse bisogno di acqua con meno calcio?
Anche nel caso in cui non ci sia il problema dell’arsenico, i filtri casalinghi si adattano alla condizioni più diverse e restituiscono acqua pura permettendo ai cittadini di poter scegliere sempre il rubinetto – prosegue Tadini – all’interno di questi sistemi di filtraggio troviamo ben 6 ostacoli agli elementi estranei: un filtro grossolano, una rete più fitta, un filtro ai carboni attivi per il cloro, uno strato di resine che blocca calcare e metalli pesanti, altri due filtri a maglia e un filtro finale che blocca i batteri. Nel processo di filtraggio, a noi piace infine aggiungere anche del magnesio che fa bene e rende l’acqua più buona da bere.

Quante bottiglie di plastica si possono risparmiare scegliendo sistemi di affinaggio dell’acqua?
L’impiego dell’acqua dei chioschi (o casette dell’acqua) garantisce un contributo consistente nel contenimento delle emissioni di gas serra nell’atmosfera. Basti pensare che il prelievo annuo di 300.000 litri permette di risparmiare 200.000 bottiglie PET da 1,5 litri, oltre 1.380 kg di CO2 per la produzione di PET e 7.800 kg di CO2 per il trasporto. Senza dimenticare che queste strutture sono fondamentali anche durante le emergenze. In diversi casi, dopo gli ultimi terremoti, le casette dell’acqua sono stati gli unici luoghi in cui le persone riuscivano ad avere un accesso sicuro alle risorse idriche. 

Quali sono le sfide del futuro per la depurazione dell’acqua?

L’evoluzione tecnologica dell’uomo ci porta ad affrontare continuamente nuove sfide per la depurazione dell’acqua. I nostri filtri sono ora in grado di bloccare le microplastiche che risultano presenti nel 70% delle acqua in Europa, e nel frattempo stiamo lavorando duramente con l’Università di Padova per risolvere il problema dei pfas che colpisce migliaia di famiglie nel Triveneto.

Lorenzo Tadini, BWT