venerdì, Ottobre 30, 2020

Dal 27 al 29 settembre tornano i Colloqui di Dobbiaco

Zovi

Dal 27 al 29 settembre tornano i Colloqui di Dobbiaco, laboratorio di idee per una conversione ecologica nel centro dell’Alta Pusteria. Suggestivo il tema portante scelto per la manifestazione di quest’anno: “Che cosa sanno gli alberi? Incanto e tormento delle foreste”. Domanda di non poco conto considerato che, da quanto emerge da un pionieristico studio dell’ETH, il Politecnico Federale di Zurigo, sul potenziale dello stoccaggio di CO2 nella lotta ai cambiamenti climatici, gli alberi possono salvare il clima. Nel nostro pianeta ci sono abbastanza terre (1,7 miliardi di ettari) idonee per aumentare la superficie forestale di un terzo, senza interferire con le aree urbane o agricole. E su 1,2 miliardi di ettari giovani piante autoctone crescerebbero naturalmente. Un immenso potenziale – in grado di assorbire 200 gigatonnellate di CO2 – che ispira l’attività di Plant-for-the-Planet, l’associazione di under 21 che in tutto il mondo, e da tre anni anche in Italia, si sta adoperando per piantare nuovi alberi (l’obiettivo è raggiungere mille miliardi di unità), guidati dallo slogan ‘Basta parlare, iniziamo a fare’. Ci saranno anche loro tra i protagonisti della tre giorni di dibattiti e confronti.

Ma non solo. Verranno infatti anche affrontate alcune delle questioni chiave del presente e per il futuro del nostro pianeta: Qual è il ruolo della forest landscape restoration, che il governo tedesco ha lanciato con la Bonn Challenge nel 2011 per rigenerare 150 milioni di ettari di terre degradate? I giovani di Plant-for-the-Planet, per l’appunto, e di Future for Friday sono una moda passeggera o è finalmente emersa la strada della salvezza per il problema più grande che l’umanità deve affrontare in questo secolo?

Nei gruppi di lavoro saranno presentati alcuni approcci alla pedagogia forestale: osservazione, fotografia, percezione sensoriale e meditazione. E, soprattutto, in una sessione finale dei Colloqui la domanda sarà: cosa fanno la scienza e l’amministrazione forestale per proteggere la gloria delle foreste dal tormento dei cambiamenti climatici?

La manifestazione sarà aperta dall’intervento di Daniele Zovi (nella foto in apertura), scrittore e divulgatore, esperto di foreste e di animali selvatici: “È indispensabile lavorare sulla cura delle foreste, ed è quindi necessaria una profonda conoscenza del regno vegetale. Percepiamo gli alberi come esseri inanimati, privi di sensibilità. Più che individui oggetti da tagliare, estirpare o piantare a seconda dei nostri desideri. Attenzione però, non si può salvare il mondo con la stessa razionalità strumentale che ci ha condotto in questa drammatica situazione”.

“Se da un lato continuiamo a parlare di deforestazione in aumento – sottolinea Rossella Guerrieri, ricercatrice post-laurea al CREAF, Centre for Ecological Research and Forestry Applications di Barcellona, attesa a Dobbiaco sabato 28 settembre – dall’altro abbiamo anche foreste che avanzano, un fenomeno attribuito in buona parte all’effetto fertilizzante della CO2, che però si scontra con la mortalità diffusa degli alberi associata alla siccità estrema”. Aridità che sta colpendo al cuore anche le foreste alpine: come “salvare il loro incanto e alleviare il loro tormento”, come chiede proprio il titolo dei Colloqui di Dobbiaco.

Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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