Da dove arriva la nave carica di armi diretta a La Spezia

Il profilo del cargo saudita Bahri Yanbu, a bordo del quale sono stivati cannoni e altro materiale bellico destinato a Riad per la guerra in Yemen

Immagine Bahri Yanbu

In Italia da giorni i riflettori sono puntati sulla nave Bahri Yanbu, a bordo della quale sono caricate armi di fabbricazione francese e italiana destinate all’Arabia Saudita. La nave si trova attualmente nel porto di Genova ed è attesa per attraccare a quello di La Spezia. È partita all’inizio di aprile dal porto di Corpus Christi negli Stati Uniti ed ha fatto scalo in uno dei maggiori terminal militari del mondo, a Sunny Point nel Nord Carolina. Si è diretta quindi verso l’Europa e il 4 maggio – secondo alcune organizzazioni della società civile belga – ha imbarcato ad Anversa sei container di munizioni. L’8 maggio avrebbe dovuto entrare nel porto di Le Havre per caricare 8 cannoni semoventi Caesar da 155 mm prodotti da Nexter, ma ha dovuto rinunciarvi per la mobilitazione dei gruppi francesi di attivisti dei diritti umani. Si è quindi diretta verso il porto spagnolo di Santander, dove è giunta per uno scalo non previsto, presumibilmente per aggirare l’azione legale avviata dagli attivisti francesi. Anche lì ha dovuto affrontare la mobilitazione di varie associazioni della società civile che si sono appellate alle autorità spagnole.

La Bahri Yanbu appartiene alla maggiore compagnia di shipping saudita, la Bahri, già nota come National Shipping Company of Saudi Arabia, società controllata dal governo saudita, e dal 2014 gestisce in monopolio la logistica militare di Riyadh. Anche la tipologia della nave, una delle 6 moderne multipurpose della flotta Bahri, ha una chiara vocazione militare, adatta al trasporto sia di carichi ro/ro e heavy-lift speciali (ovvero anche mezzi militari fuori norma), sia di container.

La nave si appresta a far arrivare in Arabia Saudita armi che l’esercito saudita userà nel conflitto che vede impegnata Riad in Yemen dal 2015 contro i ribelli sciiti Houthi. Dallo scoppio del conflitto si calcola che siano quasi 17mila i civili morti e feriti.