venerdì, Ottobre 23, 2020

Da Assisi strategie verdi per salvare il suolo

Basilica di Assisi

Erosione, perdita di fertilità, impermeabilizzazione, inquinamento e consumo indiscriminato: sono i mali principali del suolo, risorsa “non rinnovabile” (ci vogliono 1000 anni per produrne un cm.), che riveste un ruolo decisivo per il mantenimento della vita sul Pianeta. Assicura la sicurezza alimentare e  la conservazione della biodiversità. Ed è il più grande serbatoio di carbonio al mondo, in grado di mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici. Come salvaguardare un bene tanto fragile e strategico? La ricetta arriva da Assisi, dove si è svolta la 3° edizione del convegno “Dalla terra alla Terra – il suolo tra cambiamenti climatici e nuovi stili di vita”, in occasione della Giornata Mondiale del Suolo, celebrata lo scorso 5 dicembre. Nella Seraphica Civitas, dal XIII sec. città- simbolo del legame fra uomo e natura predicato dal santo assisiate Patrono d’Italia, sono state presentate iniziative, strategie rigenerative e buone pratiche, lanciate da esperti ed operatori del settore del biowaste, nel complesso monumentale francescano.

S.O.S Suolo 

Fra queste, l’alleanza internazionale “S.O.S Soil  – Save Organics in Soil” (http://www.sossoil.com/), lanciata lo scorso 7 Ottobre a Bilbao dall’European Compost Network (ECN) (https://www.compostnetwork.info/) e dal Consorzio Italiano Compostatori (CIC) (https://www.compost.it/). “Una piattaforma nata per focalizzare l’attenzione sulla gestione sostenibile del suolo in Europa. E per incrementare le iniziative tese a valorizzarne la materia organica, fondamentale per determinarne la resilienza ai “fattori avversi”, ha spiegato Massimo Centemero, Direttore Generale CIC -L’Alleanza Europea per il Suolo.

Il vuoto normativo 

A livello globale, la necessità di preservare le funzioni del suolo è stata inserita tra gli obiettivi di Sviluppo sostenibile dell’agenda 2030, approvata dall’Onu nel 2015. L’Europa è però, dopo l’Indonesia, il secondo produttore al mondo di emissioni dovute alla degradazione dei terreni organici, soprattutto per cause antropiche (173 milioni di ton.di Co2 l’anno, secondo il Centro comune di ricerca della Commissione Europea). “Manca ancora un unico quadro- strategico di protezione ambientale – ha ricordato Massimo Centemero – Con l’inizio della nuova legislatura, intendiamo rilanciare la necessità di una direttiva suolo a Bruxelles e far pressione sull’Italia, affinché venga ripresa la normativa sul consumo di suolo, ferma in Parlamento”.

Il suolo in Italia 

“4.900 ettari di suolo vengono consumati ogni anno in Italia. E Perugia è il paradigma di quanto accade nel resto del Paese, ai primissimi posti per superficie pro-capite destinata a supermercati e Grande Distribuzione”,  ha commentato Maurizio Zara, Presidente di Legambiente Umbria. “La carenza di attenzione politica non significa solo perdita della potenzialità produttiva, ma anche abbandono e minore presidio sul territorio – ha sottolineato Mario Bonaccorso di Coldiretti-  Nell’ultima generazione si è perso ¼ della superficie coltivabile, che porta alla perdita di manutenzione e ad una doppia conseguenza: da un lato la perdita di Carbonio (2 milioni le ton. perse per la cementificazione nel 2018: dati Ispra), dall’altro all’aumento di fenomeni di dissesto geologico e di erosione. “Cambiamenti climatici e suolo sono profondamente interconessi – ha aggiunto Annalisa Corrado, Referente di Kyoto Club – fra i principali responsabili delle emissioni di gas serra (circa il 30%) ci sono agricoltura e allevamenti intensivi. Quando si parla di mitigazione, il tema dell’economia circolare e di una gestione rigenerativa che porta valore al suolo diventa cruciale”.

Le azioni salva-suolo 

Per far fronte alla degradazione del suolo, definita recentemente dal premio Nobel per la Pace Rattan Lal “una minaccia alla pace mondiale pari alla proliferazione degli ordigni nucleari”, la rete “S.O.S. Soil” ha individuato diverse priorità. Fra queste la riduzione dell’erosione e l’aumento della materia organica, ottenuta dal trattamento biologico degli scarti agricoli, agroindustriali e urbani (es. i rifiuti organici), da trasformare in compost, così da incentivarne i cicli biologici e la fertilità. Inoltre  il mantenimento delle riserve di carbonio nei terreni, per affrontare l’adattamento del clima.

Il rifiuto che nutre la Terra

“In materia di produzione di sostanza organica, l’Italia è un esempio virtuoso – ha ricordato Massimo Centemero, Direttore del Consorzio Italiano Compostatori (CIC), che raccoglie in Italia 127 aziende e circa 300 impianti di recupero e riciclo del rifiuto organico. “Dalla nostra prima raccolta di umido, iniziata nel 1992 , oggi circa 40  milioni di italiani differenziano l’organico (somma di umido e verde)”. E stando ai dati forniti dal CIC , in un quarto di secolo sono state prodotte 24 milioni di ton. di compost, sottraendo 44 milioni di ton. di Co2 dall’atmosfera, creando posti di lavoro.

Italia a doppia velocità 

“Il nostro, però, è purtroppo un Paese che si muove ad una doppia velocità– ha evidenziato Annalisa Corrado, portavoce anche del movimento Green Italia. “Esistono le eccellenze, città dove la tariffa puntuale ha dimostrato che il virtuosismo può essere premiato, innescando meccanismi importanti per i cittadini. Ma non sempre è così. Anche se i politici hanno cominciato a parlare di “Green New Deal”, nel concreto delle pratiche risulta ancora complicato capire il da farsi per portare a casa risultati, soprattutto in merito agli impianti”.

La qualità vince

Fra i Comuni Ricloni premiati quest’anno, in base ai dati forniti dall’Osservatorio rifiuti di ARPA, c’è proprio il Comune di Assisi, selezionato da Legambiente Umbria, con una particolarità. Fra gli standard utilizzati accanto alla quantità, figura la qualità della frazione umida raccolta. “Un valore importante – ha spiegato Maurizio Zara –  perché restituisce sostanze organiche e nutrienti a terreni impoveriti, scongiurando quello che avveniva fino a poco tempo fa: la presenza smisurata di materiale non compostabile che finiva in discarica”. I risultati ARPA, ora, sono anche a portata di click. “Legambiente Umbria è l’unica che ha messo a disposizione online i dati Comune per Comune della qualità merceologica dell’umido”. (https://apps.arpa.umbria.it/webgis/Rifiuti/RDneltempo/index.html).

Terra alla Terra  

La qualità del compost e di nutrienti rinnovabili da impiegare nel settore agricolo, per contrastare la perdita di fertilità, sono al centro anche del protocollo d’intesa siglato lo scorso settembre fra Coldiretti e il Consorzio Italiano Compostatori, che incoraggia pure la promozione di buone pratiche ambientali: dall’incentivazione di sistemi di raccolta relativi alla qualità merceologica del rifiuto a sistemi di tariffazione puntuale (Payt), fino alla fornitura di strumenti operativi e alla stesura di norme a livello nazionale.

Il software che misura il Carbonio

Per aiutare le aziende del CIC a quantificare l’impronta di carbonio, è stato sviluppato e presentato dallo Studio Fieschi “CO2mpost”.  Si tratta di un software innovativo, che consente di operare un bilancio fra le emissioni prodotte dalle attività delle aziende e degli impianti di compostaggio e di valutare le emissioni evitate grazie all’uso di compost (al posto di fertilizzanti chimici) e di energia prodotta da biogas (invece di quella proveniente da fonti fossili).

La svolta “green” del Sacro Convento

Tra le buone pratiche presentate, emblematica l’esperienza di “Fra Sole” (https://www.frasole.org/), progetto di sostenibilità intrapreso dal Complesso monumentale del Sacro Convento di Assisi. Un percorso, inaugurato tre anni fa, volto alla riduzione dell’impatto ambientale della comunità dell’Ordine dei Frati Minori, delle Basiliche, della Tomba di San Francesco e della Selva, visitate ogni anno da milioni di pellegrini. Ispirato all’Enciclica papale “Laudato Si”, nell’ottica dei principi dell’Ecologia integrale, predicati da Papa Francesco, il percorso ha individuato insieme ad ARPA Umbria e Sisifo, le modalità di gestione più efficienti, implementando le migliori tecnologie per raggiungere la decarbonizzazione. “Il prossimo Marzo, proprio il Sacro Convento ospiterà “Economy of Francesco – ha anticipato la Sindaca di Assisi Stefania Proietti – un evento voluto dal Pontefice, che porterà ad Assisi migliaia di economisti under 35 da tutto il mondo”. Un occasione per sperimentare la pratica del pellegrinaggio sostenibile e che, partendo dall’economia circolare, cercherà di trovare soluzioni in difesa dell’ambiente e di quella  ‘Sora nostra Matre Terra’  celebrata da San Francesco nel Cantico delle Creature.

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