Crippa (Mise): “piano energia e clima avrà obiettivo rinnovabili al 30%”

Il sottosegretario allo sviluppo economico al Forum QualEnergia anticipa gli obiettivi della bozza che sarà trasmessa entro dicembre all’Unione europea: “Se ponessimo obiettivi più alti avremmo perdita di competitività con altri Paesi. Con nuove tecnologie in futuro rivedremo gli obiettivi”. Legambiente: “Il 30% è un obiettivo inadeguato”

Davide Crippa al Forum QualEnergia (foto di Giovanni D'Ursi)

L’Italia presto presenterà all’Unione Europea una bozza di Piano energia e clima i cui obiettivi di produzione da fonti rinnovabili al 2030 saranno del 30%. Un target indicato questa mattina dal sottosegretario allo sviluppo economico Davide Crippa durante l’undicesima edizione del Forum QualEnergia, organizzato da Editoriale La Nuova Ecologia, Legambiente e Kyoto Club.

«Siamo orientati al 30% – dice Crippa – perché abbiamo già contribuito a far alzare gli obiettivi di riduzione europea e perché alzando fin da subito gli obiettivi al 32% rischieremmo di avere un gap di investimenti con una perdita di competitività rispetto ad altri paesi con obiettivi diversi. Siamo convinti che la tecnologia tra qualche anno ci consentirà di rivedere il piano e i suoi obiettivi. Oggi un’ambizione più alta del 30% con le tecnologie disponibili prevedrebbe una transizione alle rinnovabili preoccupante in termini di spazio, perché non basterebbe ad esempio coprire di impianti tutti i capannoni ma servirebbero altri spazi e dovremmo discutere con le popolazioni interessate”.

Legambiente: “L’obiettivo del 30% è inadeguato”

“L’impegno a livello internazionale è di arrivare alla decarbonizzazione al 2050 e l’Italia si è impegnata, all’interno dell’Ue, a stare in questa traiettoria. Per rimanere entro 1,5 gradi abbiamo addirittura bisogno di anticipare l’obiettivo al 2040, è quindi evidente che al 2030 dobbiamo avere obiettivi ambiziosi. Per cui, l’obiettivo del 30% di energia rinnovabile al 2030 annunciato da Crippa per il Piano Energia e Clima è inadeguato ad affrontare la sfida dei cambiamenti climatici e non dà un buon segnale al mondo delle imprese. E’ un messaggio che dice che l’Italia non sarà leader del cambiamento”. Così Edoardo Zanchini, vice presidente di Legambiente, commenta le dichiarazioni del sottosegretario allo Sviluppo Economico Davide Crippa. “Stupisce poi – aggiunge Zanchini – anche perché in questi anni, il M5S su queste sfide è sempre stato al fianco degli ambientalisti per cambiare modello energetico. Ci auguriamo che nella discussione che si apre ora sul Piano questo obiettivo possa essere rivisto al rialzo nell’interesse di ambiente e cittadini”.

Crippa: “Nel Piano Energia e clima misure anche per le comunità energetiche”

Pubblicato il 28 novembre 2018 alle 11,52
Aggiornato il 28 novembre 2018 alle 12,40
Aggiornato il 29 novembre 2018 alle 11,34