lunedì, Ottobre 26, 2020

Coste fragili: l’iniziativa partecipata per conoscere e gestire i nostri litorali

La forte pressione antropica, associata alle molteplici forme di consumo e uso del suolo (Legambiente 2017 – Ispra 2020), ha incrementato i livelli di vulnerabilità e di esposizione al rischio dei territori litoranei. Nel nostro paese, oltre il 50% della popolazione nazionale vive in prossimità delle coste. Numerose indagini e ricerche scientifiche rilevano gli effetti negativi che la pressione antropica produce sugli equilibri ambientali costieri e sulla qualità dei servizi ecosistemici necessari alla vita degli organismi, compresa quella degli uomini.
I cambiamenti climatici hanno accentuato le dinamiche di innalzamento delle maree, di ingressione marina, di subsidenza ed erosione, d’inquinamento dell’aria e dell’acqua. La recente crisi sanitaria ha innescato ulteriori processi di indebolimento e degrado delle reti economiche e sociali che influiscono sulla sostenibilità dello sviluppo dei territori costieri.
Governare queste complesse dinamiche territoriali richiede un approccio olistico e strategico che orienti azioni di mitigazione e adattamento di tipo ecologico, economico, sociale ed istituzionale. In tale prospettiva non mancano i riferimenti culturali (Sendai Framework 2015, Agenda ONU 2030 Obiettivo 14, Convenzione di Barcellona 2004) che sottolineano il valore delle politiche di resilienza costiera come esito di un processo di qualificazione interscalare ed intersettoriale delle relazioni ecologiche, sociali ed economiche di un ambito litoraneo. Ciò che manca – almeno nel nostro paese – è un efficace quadro di coordinamento delle pratiche correnti che appaiono ancora ispirate da approcci settoriali, frammentari ed emergenziali.

L’iniziativa “Coste Fragili. Strategie, temi e azioni per lo sviluppo sostenibile” prevede l’organizzazione di 3 eventi coordinati per discutere questi temi:​ un seminario di studio in programma per l’8 ottobre, un workshop di progettazione per il 5-6 novembre, e una mostra digitale sul portale Osservatorio Paesaggi Costieri.
La giornata di studio dell’8 ottobre prevede la partecipazione di relatori esperti sui temi della pianificazione e gestione degli ambiti costieri. La discussione sarà orientata su alcuni temi particolarmente cogenti lungo le coste italiane: l’abusivismo, i rischi legati ai cambiamenti climatici, l’erosione costiera per fenomeni naturali e antropici, il consumo di suolo, le politiche di tutela. Ospiti della tavola rotonda: Rita Miglietta, architetto e assessore alle politiche urbanistiche del Comune di Lecce; Giuseppe Milano, ingegnere e ricercatore di INU Puglia; Enzo Pranzini, geologo e docente dell’Università di Firenze, Giuseppe Taurino, sindaco di Trepuzzi; Gianmaria Sannino, oceanografo e ricercatore di Enea; Federico Zanfi, architetto e docente del Politecnico di Milano. Introduce e modera Matteo di Venosa, architetto e docente dell’Università G. d’Annunzio. Conclusioni di Michele Manigrasso, architetto e responsabile dell’Osservatorio O.P.C.I. L’evento è  raggiungibile sulla Piattaforma Teams al link: urly.it/37xr6

Il secondo appuntamento è un Workshop di Progettazione a cui parteciperanno gli studenti di Architettura iscritti al Corso di Progettazione Urbanistica del prof. Matteo di Venosa (a.a. 2020/21). Gli studenti illustreranno lo stato di avanzamento dei loro lavori sul tema
della rigenerazione delle coste fragili della Puglia meridionale adriatica e ne discuteranno con alcuni discussants: Michele Manigrasso, Stefano Margiotta, Piero Medagli, Rita Miglietta, Teodoro Semeraro. I progetti saranno esposti in una mostra permanente sul portale O.P.C.I., come terzo appuntamento di Coste Fragili.
Responsabili scientifici di “Coste Fragili”: Matteo di Venosa (UdA/RUS),
Michele Manigrasso (O.P.C.I. Legambiente).
Segreteria scientifica e comunicazione Amedeo Minischetti, Lia Fedele, Alina Burlac, Alberto De Virgiliis.

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Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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