“Costa, uccide e devasta l’ambiente”

Arriva dal Sudafrica, dove a Cape Town si tiene la XVII Conferenza mondiale “Tabacco o salute”, il monito dell’Organizzazione mondiale della salute per tornare a far “respirare” il mondo

un'immagine della XVII Conferenza mondiale “Tabacco o salute”

“È una guerra che abbiamo combattuto per molti anni e ora, insieme a Vera e ai suoi colleghi della Convenzione, restiamo saldi nella battaglia”. Vera è Vera da Costa e Silva, capo del segretariato dell’Organizzazione mondiale della Sanità sulla convenzione quadro per il controllo del tabacco. A parlare invece è Tedros Adhanom Ghebreyesus, recentemente eletto direttore generale dell’Oms, che non usa mezzi termini nel suo discorso alla XVII Conferenza mondiale “Tabacco o salute”, in corso in questi giorni a Cape Town, in Sudafrica.

“Il tabacco non distrugge soltanto la salute e il sistema sanitario: prosciuga anche l’economia e l’ambiente” denuncia Ghebreyesus. Ammontano a più di un trilione di dollari i costi in termini di spese sanitarie e perdita di produttività determinati dall’industria del tabacco. E sono più di 7 milioni le persone che vengono uccise ogni anno nel mondo dal suo consumo. L’impatto ambientale del tabacco comincia invece dalla sua produzione, ad alto dispendio di acqua, ampiamente utilizzata nelle coltivazioni e nelle manifatture. Inoltre, gli scarti del tabacco contengono prodotti chimici tossici, di cui alcuni sono causa di cancro.

Quali strumenti per combattere un nemico così diffuso, e che colpisce in particolar modo le popolazioni dell’Africa ancora a uno stadio iniziale nella lotta al tabacco? Certamente, sottolinea il direttore generale dell’Oms, attuare la convenzione quadro per il controllo del tabacco, in vigore dal 2005. In secondo luogo, eliminare il traffico illegale di tabacco. Infine, tutti i Paesi dovrebbero aumentare i loro sforzi contro le interferenze delle industrie del tabacco. Parole chiare, che non a caso provengono da una città, Cape Town, che conosce le sofferenze della crisi idrica e la voglia di riscatto. A partire dalla ribellione a un’industria che avvelena il pianeta.