Cosa c’è da sapere sulla fusione Bayer-Monsanto

La storia di Bayer e Monsanto è quella di due multinazionali agrochimiche nate tra '800 e '900, che oggi compongono uno dei più importanti colossi del settore. Leggi anche: Glifosato, la vertenza è globale

monsanto

Dall’eredità tossica del diserbante Roundup ai timori sul suo utilizzo di sementi geneticamente modificate, ecco cosa è necessario sapere sulla fusione da 63 miliardi di dollari tra Bayer e Monsanto

Dall’aspirina all’eroina, fino alle camere a gas

Fondata in Germania nel 1863, Bayer è conosciuta per la produzione dell’aspirina. Ma vendette per un periodo anche l’eroina. Era l’inizio del XX secolo, e la sostanza veniva spacciata come rimedio contro la tosse e sostituto della morfina. Durante la seconda guerra mondiale, Bayer fece parte di un consorzio chiamato IG Farben, che fece utilizzare l’antiparassitario Zyklon B nelle camere a gas di Adolf Hitler.

Attraverso una serie di acquisizioni nel corso degli anni, Bayer è diventata un colosso farmaceutico e chimico e ora impiega circa 100.000 persone in tutto il mondo.

 

La strada dell’agente arancio porta al glifosato

Monsanto fu fondata a St. Louis, nel Missouri nel 1901. Negli anni ’40, produceva diversi prodotti chimici destinati all’agricoltura, tra cui l’erbicida 2,4-D che, combinato con un’altra sostanza chimica pericolosa, venne utilizzato come defoliante nella guerra del Vietnam e soprannominato “agente arancio“.

Nel 1976, l’azienda lanciò probabilmente il suo prodotto più conosciuto, il diserbante Roundup. Negli anni ’80, i suoi scienziati furono i primi a modificare geneticamente una cellula vegetale. La Monsanto iniziò dunque ad acquistare altre ditte sementiere, avviando le prove sul campo dei semi OGM. Oggi commercializza soia, mais, cotone e altre colture tolleranti al Roundup.

 

Gattopardi tedeschi

Dopo i numerosi scandali che hanno colpito la Monsanto, e dopo la fusione con Bayer, l’azienda tedesca ha deciso di cambiare nome al glifosato. Ma secondo i gruppi ambientalisti, ciò significherebbe cambiare tutto per non cambiare nulla. 

 

Causa persa

Una giuria californiana la scorsa settimana ha ordinato alla Monsanto di pagare circa 290 milioni di dollari di danni a un giardiniere colpito da cancro. La compagnia non lo aveva avvertito che l’uso del Roundup poteva causare tumori. Il prezzo delle azioni di Bayer è sceso di oltre il 10% dopo la sentenza.

 

Una fusione molto costosa

In un settore in fortissima competizione, Bayer ha voluto mettere le mani sulle sementi OGM della Monsanto. Ad attirare gli interessi della multinazionale tedesca anche i molti dati che potrebbe gestire quando, nel prossimo futuro, molti agricoltori si affideranno al monitoraggio digitale delle loro colture. 

Ma l’acquisizione, una delle più grandi mai realizzate da un’azienda tedesca, ha un costo elevato. Oltre ai 60 miliardi di dollari spesi, Bayer ha dovuto rinunciare a gran parte dei propri semi e di alcuni prodotti agrochimici per venire incontro alle richieste della Commissaria europea alla Concorrenza. Della cessione di questi asset ha beneficiato la rivale BASF.

Inoltre, dopo il verdetto del tribunale californiano, Bayer potrebbe ora dover accantonare somme ingenti, nell’ordine dei miliardi di dollari, per risarcire altre migliaia di ricorrenti in tutto il mondo.

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