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Coronavirus e sanificazioni stradali, Ministero della Salute contrario: efficacia non dimostrata

Per combattere la diffusione del Coronavirus, che ci costringe a casa da diverso tempo, molti comuni italiani si sono organizzati per potenziare il lavaggio delle strade, con l’aggiunta di sostanze disinfettanti. Ma è davvero una soluzione efficace? Il ministero della Salute ha chiarito con una circolare che a oggi non ci sono prove convincenti sull’utilità della sanificazione stradale.

Come la maggior parte degli altri virus, anche il Coronavirus rimane attivo sulle superfici (quindi all’esterno degli organismi) per un certo periodo di tempo. Non si sa ancora quanto duri questo periodo, ma i ricercatori stanno cercando di capirlo per fornire risposte adeguate. Sulla base delle esperienze con altri coronavirus – come quelli che causano la SARS e la MERS – si stima che questi tipi di virus rimangano attivi fino a 48 ore, ma non si esclude che in alcune circostanze possano mantenersi attivi fino a 9 giorni. Molto dipende dalla superficie su cui si sono depositati, dalle condizioni ambientali e da eventuali agenti esterni.

In questo momento di incertezza, dunque, un lavaggio frequente delle superfici può contribuire a eliminare il pericolo della contaminazione. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda di disinfettare le superfici con una soluzione acquosa di ipoclorito di sodio (candeggina) assicurandosi che la disinfezione avvenga dopo la normale pulizia con acqua e detergenti neutri. In alternativa, si può utilizzare il comune alcol per le pulizie domestiche (etanolo), facendo attenzione che sia in una soluzione con concentrazione del 70 per cento e ricordando comunque di lavare prima le superfici con i normali detergenti. Il consiglio è lavare soprattutto oggetti e superfici con cui entriamo spesso in contatto: maniglie delle porte e delle finestre, superfici del bagno, smartphone, tablet, tastiere dei PC, pulsantiere degli ascensori e maniglie dei mobili e degli elettrodomestici.

Un discorso a parte, però, va fatto per le superfici stradali, costituite per lo più da asfalto e pietra. A oggi non ci sono evidenze scientifiche per sostenere che le superfici su cui camminiamo siano coinvolte nella trasmissione del Coronavirus.

A questo proposito, nella circolare del Ministero della Salute si legge:

In merito al lavaggio (pulizia con detergenti) e la disinfezione stradale e delle pavimentazioni urbane su larga scala, mentre si conferma l’opportunità di procedere alla ordinaria pulizia delle strade con saponi/detergenti convenzionali (assicurando tuttavia di evitare la produzione di polveri e aerosol), la disinfezione risulta invece una misura per la quale non è accertata l’utilità, in quanto non esiste alcuna evidenza che le superfici calpestabili siano implicate nella trasmissione del Covid- 19. Esistono invece chiare evidenze che la trasmissione dei coronavirus, incluso il SARS-CoV-2, avviene in seguito allo stretto contatto tra un soggetto suscettibile e un soggetto infetto, o attraverso il contatto con superfici/oggetti contaminati nelle immediate vicinanze o usati da un soggetto infetto.  E’ importante sottolineare che esistono informazioni contrastanti circa l’utilizzo di ipoclorito e la sua capacità di distruggere il virus su superfici esterne (strade) e in aria. L’efficacia delle procedure di sanificazione per mezzo dell’ipoclorito su una matrice complessa come il pavimento stradale non è peraltro estrapolabile in alcun modo dalle prove di laboratorio condotte su superfici pulite“.

Inoltre, il ripetuto impiego di disinfettanti (come era successo in Cina dove la pandemia è esplosa) potrebbe comportare inquinamento ambientale e rischi per i cittadini. La circolare ministeriale si chiude approfondendo questo argomento: 

“In conclusione ad oggi, sulla base delle conoscenze scientifiche disponibili, non vi sono evidenze a supporto dell’efficacia della sanificazione delle strade e pavimentazioni esterne con prodotti chimici disinfettanti o igienizzanti. Tali procedure hanno inoltre implicazioni logistiche ed economiche da considerare, in assenza di reale beneficio nel controllo dell’epidemia da SARS-CoV-2“.

In effetti, analisi realizzate in altri paesi hanno messo in evidenza che l’ipoclorito di sodio può reagire con il materiale organico presente sulle strade, causando la formazione di sottoprodotti cancerogeni che potrebbero essere inalati generando gravi rischi, di molto superiori a quelli remoti di essere contagiati attraverso le superfici stradali. Non è stata inoltre esclusa la possibilità che i lavaggi stradali con sostanze disinfettanti possano comportare la contaminazione delle riserve d’acqua locali. Il Ministero riferisce dunque un parere contrario, e consiglia di limitare la sanificazione stradale solo a eventi straordinari.

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Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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