martedì 26 Ottobre 2021

Acquista

Login

Registrati

Coronavirus, confermato il collegamento tra pandemia e perdita di habitat degli animali

Coronavirus animali

Emergono nuove evidenze della connessione diretta tra l’invasività delle attività umane sulla natura e l’insorgere di pandemie come il Covid-19. A confermare lo stretto legame è adesso uno studio condotto da un team di ricercatori della UC Davis School of Veterinary Medicine, in California, pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society B.

L’indagine si basa sull’analisi di 142 virus sconosciuti che sono passati dagli animali all’uomo e sui risultati emersi dall’incrocio delle segnalazioni di malattie infettive innescate dal contatto tra animali selvatici ed esseri umani e le informazioni sul rischio di estinzione di specie selvatiche – causato principalmente da bracconaggio, commercio e progressiva perdita di oasi di biodiversità – raccolte dallo Iucn (International union for the conservation of nature).

“Con la riduzione del proprio habitat naturale, la fauna selvatica entra in stretto contatto con le persone”, ha spiegato alla Bbc Christine Kreuder Johnson, l’autore principale dello studio. “La fauna selvatica tende ad adattarsi agli effetti delle attività antropogeniche e alla modifica del proprio habitat naturale. Ciò accelera l’emergenza di malattie dalla fauna selvatica, il che ci pone a rischio di pandemie perché siamo tutti collegati a livello globale attraverso i viaggi e il commercio”.

Secondo lo studio, gli animali selvatici a rischio di estinzione a causa delle attività dell’uomo o per la perdita del loro habitat “trasportano” il doppio dei virus rispetto agli altri animali. In generale gli animali selvatici prossimi a estinguersi sono in numero ridotto, motivo per cui comportano un basso rischio di trasmissione di malattie infettive a meno che, come detto, il bracconaggio, il commercio e la vendita negli affollatissimi wet market (mercati umidi, dove il “salto di specie” è enormemente facilitato) e la conseguente perdita di habitat naturale non li spingano verso un contatto con le persone.

L’attuale emergenza Coronavirus, sommata ad altre malattie che negli ultimi anni hanno avuto origine negli animali diffondendosi attraverso un loro contatto con gli esseri umani – come Sars, Mers ed Ebola – stanno dunque confermando che la nostra salute dipende direttamente dalla salute degli animali e da quella del pianeta. Motivo per cui una cerchia di organizzazioni sempre più ampia chiede di fermare il commercio di animali selvatici. “L’emergenza di una malattia che si verifica ovunque può interessare ognuno di noi – ha ribadito l’autore dello studio – Dobbiamo essere consapevoli dell’impatto che abbiamo quando interagiamo con la fauna selvatica, renderci conto che un’emergenza sanitaria è un problema ambientale e trovare modi più sostenibili per convivere”.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

SOSTIENI IL MENSILE

Rocco Bellantone
Classe 1983, nato a Reggio Calabria, cresciuto a Scilla sullo Stretto di Messina, residente a Roma. Giornalista professionista, mi occupo da anni di questioni africane e tematiche ambientali

Articoli correlati

“I mercati del carbonio non sono progettati per ridurre le emissioni”. L’intervista a Larry Lohmann

Il ricercatore dell’organizzazione britannica The Corner House spiega i limiti dei meccanismi di finanziarizzazione della natura

Diritti umani e dell’ambiente, dal non profit nasce la campagna “Impresa 2030”

Ben 16 milioni di persone sottoposte a forme moderne di schiavitù lungo le filiere produttive. Le organizzazioni di categoria propongono una norma di due diligence che imporrà alle imprese di adottare pratiche efficaci nel garantire il rispetto dei diritti umani e degli ecosistemi

Ecomondo e Key energy, dove passa la transizione ecologica dell’Italia

Alla Fiera di Rimini fino al 29 ottobre appuntamenti in presenza e in digitale per rimettere in connessione il mondo della pubblica amministrazione, quello finanziario e imprenditoriale

Seguici sui nostri Social

16,989FansLike
21,231FollowersFollow
0SubscribersSubscribe

Gli ultimi articoli

“I mercati del carbonio non sono progettati per ridurre le emissioni”. L’intervista a Larry Lohmann

Il ricercatore dell’organizzazione britannica The Corner House spiega i limiti dei meccanismi di finanziarizzazione della natura

Diritti umani e dell’ambiente, dal non profit nasce la campagna “Impresa 2030”

Ben 16 milioni di persone sottoposte a forme moderne di schiavitù lungo le filiere produttive. Le organizzazioni di categoria propongono una norma di due diligence che imporrà alle imprese di adottare pratiche efficaci nel garantire il rispetto dei diritti umani e degli ecosistemi

Tutte le strade portano a Glasgow

Gli anni da qui al 2030 saranno cruciali per contenere l’aumento della temperatura media globale entro 1,5 °C. Ecco perché la Cop26 deve essere il vertice dell’azione per combattere la crisi climatica

Centro Italia, prorogati i termini della campagna Alleva la speranza +

Continua l’impegno di Enel e Legambiente a favore delle aree terremotate. Fino al 30 novembre sulla piattaforma Planbee sarà possibile sostenere allevatori, allevatrici e imprenditori locali del turismo sostenibile, aiutandoli a realizzare il loro progetto di rinascita

Nascono gli ortofrutteti solidali

Accade in Sicilia, a Modica e Catania, grazie a un progetto ideato da AzzeroCO2. Privati, aziende, associazioni di volontariato e cooperative sociali insieme per rigenerare i territori e tutelare la biodiversità
Ridimensiona font
Contrasto