Coronavirus, le risorse pubbliche e i rischi degli ecobonus

Fillea e Legambiente: “Bene aumento incentivi per eco-bonus e sisma-bonus, ma vincolarli al reale risparmio per le famiglie e al lavoro regolare”

volontari

“Bene la proposta del Governo di un aumento degli incentivi per eco-bonus e sisma-bonus così come il potenziamento della cedibilità bancaria, ma attenzione a interventi a pioggia che non siano vincolati a chiari obiettivi di risparmio energetico delle famiglie e che vadano ad imprese che ricorrono magari a lavoro irregolare”. Così dichiarano in una nota congiunta Alessandro Genovesi, Segretario generale della Fillea Cgil e Edoardo Zanchini, Vice presidente di Legambiente.

Recentemente, le due organizzazioni avevano lanciato una proposta di riforma e potenziamento degli incentivi per ristrutturazioni, risparmio energetico e anti-sismico, che avessero però tre obiettivi chiari, come ricordano Genovesi e Zanchini “sostenere un’edilizia verde legata alla rigenerazione; assicurare una riduzione del fabbisogno energetico del 50% (per un effetto, se solo si intervenisse sul 50% degli incapienti e il 10% dei manufatti, pari a 840 mila tonnellate annue in meno di CO2, 418,5 milioni di metri cubi l’anno in meno di gas consumati e 620 euro in meno di bollette a famiglia, l’anno); vincolare gli incentivi pubblici alla presentazione di un certificato di regolarità e congruità lavorativa (noto come DURC di Congruità, che certifica la quantità minima di ore di lavoro per cantiere, come già avviene per esempio per gli incentivi legati alla ricostruzione nel Centro Italia) con l’effetto di produrre nuovi occupati o  far emergere occupati oggi in nero per almeno 146 mila unità ogni anno, recuperando quasi 900 milioni di euro di contributi e tasse oggi non versate”.

“Chiediamo quindi al Governo alle diverse forze parlamentari che hanno già dichiarato di sostenere le proposte di Fillea e Legambiente (dai 5 stelle al PD a Leu) di inserire tali vincoli positivi a risorse che, essendo pubbliche, devono non solo sostenere la ripresa economica dopo il fermo Covid, ma alimentare un modello di sviluppo più sostenibile e che crei lavoro stabile e regolare” concludono Genovesi e Zanchini.

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