Coronavirus, rinviata al 2021 la Cop26 di Glasgow sul clima

L’emergenza sanitaria globale fa slittare al prossimo anno la conferenza dell’Onu sul clima in programma a novembre. Guteress: “Proseguire gli sforzi per aumentare l’ambizione e l’azione sui cambiamenti climatici, soprattutto quando i Paesi adottano misure per riprendersi da questa crisi” / Non ci resta che Glasgow di Francesco Loiacono / Clima d’attesa: cosa attendersi dalla Cop26 

Inquinamento aria Italia

A causa dell’emergenza sanitaria globale del Coronavirus è stata rimandata al 2021 la conferenza Onu sul clima Cop26, prevista a Glasgow dal 9 al 20 novembre, presieduta dal Regno Unito con la partnership dell’Italia. La notizia è stata comunicata ieri dal governo britannico. “Il mondo sta affrontando una sfidas globale senza precedenti e i Paesi sono giustamente concentrati negli sforzi per salvare vite umane combattendo contro il Covid 19. Per questo abbiamo deciso di riprogrammare la Cop26 – ha detto il ministro britannico delle Attività produttive Alok Sharma – Continueremo a lavorare instancabilmente con i nostri partner per realizzare l’ambizione di contrastare la crisi dei cambiamenti climatici e concorderò una nuova data per la conferenza”. Non resta dunque che attendere la definizione delle nuove date della conferenza.

Alla Cop 26 di Glasgow avrebbero dovuto partecipare circa 26.000 delegati. Un appuntamento molto atteso, considerato dagli addetti ai lavori il più significativo dopo l’Accordo di Parigi del 2015.

La decisione del governo britannico è stata appoggiata dal segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, il quale ha precisato che bisogna “proseguire gli sforzi per aumentare l’ambizione e l’azione sui cambiamenti climatici, soprattutto quando i Paesi adottano misure per riprendersi da questa crisi”. “La scienza sul clima non è cambiata, le emissioni sono a livelli record, l’impatto si moltiplica e aggraverà le sfide socio-economiche che questa crisi intensificherà”.

Secondo Jennifer Morgan, direttrice esecutiva di Greenpeace International, “la sospensione della COP26 dovrebbe far sì che i governi raddoppino gli sforzi per intraprendere una via più verde e più giusta nella gestione di questa crisi sanitaria e dell’emergenza climatica. Tornare al ‘business as usual’ sarebbe del tutto inaccettabile. Questa pandemia dimostra che ci sono enormi lezioni da imparare sull’importanza di ascoltare la scienza e sulla necessità di un’azione collettiva globale urgente”.

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