lunedì 18 Gennaio 2021

Coronavirus, le pandemie sono collegate alla perdita di biodiversità

C’è un legame strettissimo tra pandemie come il Coronavirus e la perdita di biodiversità. Il diffondersi di alcuni virus – come il Sars-Cov-2 all’origine del Covid-19, quelli alla base di “malattie emergenti” (Ebola, Aids, Sars, influenza aviaria o suina) e di altre malattie trasmesse dagli animali all’uomo (zoonosi), è infatti conseguenza di nostri comportamenti errati tra cui il commercio illegale o non controllato di specie selvatiche e, più in generale, l’impatto dell’uomo sugli ecosistemi naturali.

Ad approfondire questo collegamento è nuovo report del Wwf Italia, dal titolo ‘Pandemie, l’effetto boomerang della distruzione degli ecosistemi – Tutelare la salute umana conservando la biodiversità’. Un dossier che prova a mettere in evidenza proprio i collegamenti nascosti che esistono fra le azioni dell’uomo e alcune malattie che hanno un fortissimo impatto non solo sulla salute delle persone, ma anche sull’economia e sui rapporti sociali.

Le origini del nuovo Coronavirus
Come emerge dal rapporto, all’origine del nuovo Coronavirus c’è il fenomeno dello “spillover”, titolo di un libro di successo del giornalista scientifico statunitense David Quammen (2012) che racconta proprio come alla base di epidemie come l’ebola ci sia la distruzione degli ecosistemi, in particolare quelli forestali, i più complessi e ricchi di biodiversità. Secondo il dossier del Wwf Italia, è molto probabile che dietro la diffusione del virus Sars-Cov-2 si nasconda il commercio legale e illegale di animali selvatici vivi o di loro parti. 

“La nostra analisi nasce con questo scopo: è fondamentale riuscire a proteggere gli ecosistemi naturali, conservare le aree incontaminate del pianeta, contrastare il consumo e il traffico di specie selvatiche, ricostruire gli equilibri degli ecosistemi danneggiati, arrestare i cambiamenti climatici”, dichiara la presidente del Wwf Italia Donatella Bianchi. “Per poter immaginare un futuro globale abbiamo bisogno di un New Deal for Nature e People, che permetta di dimezzare la nostra impronta, arrestare la perdita degli habitat naturali e delle specie viventi. Iniziare a ricostruire gli ecosistemi distrutti, che sono la rete di protezione naturale da epidemie e catastrofi, è il primo passo da fare. Tutti insieme riusciremo a vincere questa sfida e a invertire la rotta che sta portando al collasso il Pianeta”.

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Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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