Coronavirus, a New Delhi inquinamento atmosferico in calo del 60% rispetto al 2019

È l’effetto del lockdown imposto in India per contenere i contagi. Riduzioni significative anche a Mumbai, Seul e Wuhan. I dati dello studio della società IQAir che ha preso in riferimento i livelli di PM 2.5 nell’aria / La 50esima Giornata della Terra si celebra da casa / Coronavirus, gli effetti disomogenei del lockdown / Coronavirus, confermato il collegamento tra pandemia e perdita di habitat degli animaliCoronavirus, Ilaria Capua: “La nostra salute interagisce con il pianeta” / Sondaggio: i cittadini asiatici chiedono la chiusura dei wet market

New Delhi lockdown

Il lockdown globale che nelle ultime settimane ha portato a un blocco di attività produttive e circolazione di mezzi per il contenimento dell’emergenza Covid-19, ha causato una riduzione dell’inquinamento atmosferico senza precedenti. A confermarlo è uno studio condotto da un team di ricercatori della IQAir, società specializzata in studi sulla qualità dell’aria e sulle nuove tecnologie per migliorarne i livelli.

Lo studio della IQAir è stato pubblicato ieri per il 50esimo anniversario della Giornata della Terra. Le città prese in esame sono dieci. Si tratta di metropoli in cui dallo scoppio della pandemia è stato registrato un elevato numero di contagi e, in risposta, l’attivazione di misure molto restrittive per il suo contenimento. Il confronto tra queste ultime settimane di blocco e lo stesso periodo dello scorso anno è stato fatto prendendo in riferimento i livelli di PM 2.5, considerato particolarmente nocivo per l’uomo in quanto può depositarsi nei polmoni e immettersi nel flusso sanguigno.

Emblematico è il caso di New Delhi, in cima alla classifica delle città più inquinate del mondo, dove tra il 23 marzo e il 13 aprile c’è stata una riduzione del 60% del livello di PM 2.5. Sempre a New Delhi negli stessi giorni il numero di ore classificate come “insalubri” è sceso dal 68% nel 2019 al 17% nel 2020.

A Seul, capitale della Corea del Sud dove i livelli di inquinamento da polveri sottili sono secondo l’Ocse (Organizzazione per la cooperazione allo sviluppo) tra i più allarmanti al mondo, tra il 26 febbraio e il 18 marzo il calo di PM 2.5 è stato del 54%.

Nella città cinese di Wuhan, primo focolaio del virus, sempre tra il 26 febbraio e il 18 marzo la riduzione dell’inquinamento atmosferico è stata del 44%, con la concentrazione media di PM 2.5 precipitata da 63,2 e 43,9 microgrammi per metro cubo di febbraio e marzo 2019 a 36,8 e 32,9 degli stessi mesi di quest’anno.

Negli Stati Uniti, Los Angeles ha registrato il suo più lungo periodo di aria pulita di sempre – 18 giorni, dal 7 al 28 marzo – e livelli di concentrazione di PM 2,5 diminuiti del 31% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. In Europa, sono Londra e Madrid le città in cui le riduzioni di PM2.5 rispetto al 2019 sono state finora le più significative.

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