Coronavirus, a Milano -24% di emissioni di biossido di azoto nelle ultime 4 settimane

Il dato emerge dalle ultime rilevazioni dell’Agenzia europea dell’ambiente. Diminuzioni ancora maggiori a Bergamo e Roma, mentre a Barcellona e Lisbona superata la soglia del 50% / Coronavirus e attività umane, Unep: “La pandemia è un avvertimento della natura”

smog in Lombardia

A causa del progressivo blocco di attività produttive e trasporti a causa del dilagare in tutto il mondo dell’emergenza Coronavirus, l’inquinamento atmosferico sta diminuendo anche nelle grandi città, comprese quelle europee. La generale imposizione di misure restrittive sugli spostamenti, e la conseguenziale diminuzione del traffico, ha infatti fatto registrare nelle ultime settimane rilevanti riduzioni delle concentrazioni di sostanze inquinanti nell’aria, in particolare biossido di azoto (NO2) rilasciato soprattutto dai mezzi che si muovono su strada.

Riduzioni che in alcune città sono addirittura arrivate a raggiungere la soglia del 50% in alcune città, come emerso dai dati diffusi dall’Agenzia europea dell’ambiente (Aea), frutto di monitoraggi effettuati ogni ora in 3.000 località del Vecchio Continente.

A Milano, le concentrazioni medie di NO2 nelle ultime quattro settimane sono state inferiori di almeno il 24% rispetto alle quattro settimane precedenti. La concentrazione media di NO2 durante la settimana del 16-22 marzo è stata inferiore del 21% rispetto alla stessa settimana del 2019. Cali importanti si sono registrati anche a Bergamo, tra i principali focolai dei virus in Italia (-47%) e Roma (-35%).

Valori in flessione anche nel resto d’Europa. A Barcellona, ​​i livelli medi di NO2 sono diminuiti del 55% rispetto alla stessa settimana del 2019, a Madrid del 41%, a Lisbona del 51%.

Nel fornire questi dati l’Aea tiene però a fare due precisazioni. Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente al momento non è chiaro se la continua esposizione all’inquinamento atmosferico possa peggiorare le condizioni di chi ha contratto il virus. Inoltre, seppur importante il volume di questa riduzione degli inquinanti nell’aria rischia di rimanere un fenomeno isolato se, una volta terminata questa emergenza sanitaria mondiale, i governi non punteranno con determinazione e maggiori risorse su politiche sostenibili di medio-lungo termine.

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