giovedì 25 Febbraio 2021

Acquista

Login

Registrati

Coronavirus, l’inquinamento atmosferico accelera la diffusione e fa aumentare il numero dei contagi

L'immagine di auto incolonnate nel traffico

Il Coronavirus viaggia con le polveri sottili, e l’effetto è più evidente nelle zone della Pianura Padana dove sono esplosi i primi focolai.

Lo rivela uno studio della Società italiana di medicina ambientale (Sima), in collaborazione con le Università di Bari e Bologna, che hanno esaminato i dati delle centraline regionali di rilevamento, pubblicati sui siti delle Agenzie regionali per la protezione ambientale (Arpa), registrando il numero di episodi di superamento dei limiti atmosferici consentiti dalla legge (50microg/m3 come concentrazione media giornaliera di polveri sottili). Al contempo, i ricercatori hanno incrociato i risultati con i numeri ufficiali dei casi di contagio da SARS-CoV-2 in Italia, dichiarati dalla Protezione civile.

Si è evidenziata così una relazione diretta tra le concentrazioni di PM10 (materia particolata nell’atmosfera) nel periodo 10-29 febbraio e il numero di casi infetti aggiornato al 3 marzo (nel conteggio è stato inserito un ritardo temporale intermedio relativo di 14 giorni, cioè il tempo di incubazione del virus fino a infezione contratta).

“Le polveri stanno veicolando il virus – spiega Gianluigi de Gennaro, dell’Università di Bari – Più ce ne sono, più si creano autostrade per i contagi. Dobbiamo ridurre le emissioni e sperare in una meteorologia favorevole”. È per questo che le curve di espansione dell’infezione, sopratutto al nord, hanno mostrato delle accelerazioni anomale in coincidenza con le più alte concentrazioni di polveri sottili, con un ritardo di due settimane. Il particolato atmosferico può agire da carrier, cioè vettore di trasporto e diffusione di molti contaminanti chimici e biologici, virus compresi. Oltre a essere un carrier, però, può diventare anche un substrato che permette al virus di rimanere nell’aria in condizioni vitali. Così le alte concentrazioni di particolato atmosferico hanno agito da boost, ovvero da impulso alla diffusione dell’epidemia.

I risultati del lavoro, che attende evidenze di conferma, sono indirizzati soprattutto ai decisori politici. “L’impatto dell’uomo sull’ambiente infatti – dichiara Alessandro Miani, presidente della Sima – sta producendo ricadute sanitarie a tutti i livelli. Questa dura prova che stiamo affrontando a livello globale deve essere di monito per una futura rinascita in chiave realmente sostenibile, per il bene dell’umanità e del pianeta”.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER 

Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

Articoli correlati

Nasce l’Osservatorio indipendente sul Piano nazionale di ripresa e resilienza

A lanciare l'iniziativa sono un gruppo di organizzazioni della società civile che chiedono al Governo Draghi pieno coinvolgimento nella definizione del Pnrr. Tra queste c'è anche Legambiente

Cambiamenti climatici, in Europa ogni anno danni per 12 miliardi di euro

La cifra potrebbe aumentare addirittura a 170 miliardi nel caso in cui le temperature dovessero aumentare ulteriormente. La Commissione Ue vara una strategia di adattamento con la creazione di un nuovo osservatorio sul clima e la salute

Ecoforum Basilicata 2021

Le sfide dell'economia circolare

Seguici sui nostri Social

16,645FansLike
21,231FollowersFollow
0SubscribersSubscribe

Gli ultimi articoli

Volontariato in tempi di pandemia, le nuove proposte di Legambiente

Imprese e Terzo Settore insieme per la sostenibilità ambientale. Il 23 febbraio il 7° workshop: tutela dell'ambiente, valori sociali e solidarietà. Nasce la “carta d'identità del volontariato aziendale”

Emissioni, per raggiungere target Ue bisogna decarbonizzare caldaie e riscaldamenti

La campagna #Coolproducts con Legambiente e Kyoto Club: servono nuove etichette energetiche e target più ambiziosi già a partire dal 2023

Gli scienziati all’UE: “No alle gabbie negli allevamenti”

Più di 140 scienziati, tra cui la primatologa Jane Goodall, hanno firmato la lettera conto le gabbie indirizzata alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen

Cobalto in Congo, mai più schiavi delle risorse

Buona parte del cobalto che alimenta i nostri pc portatili si trova in Repubblica Democratica del Congo, dove ieri sono stati uccisi il nostro ambasciatore Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e il loro autista. Eppure il Paese rimane uno dei più poveri del pianeta

“Il mare è fonte di vita”. L’intervista a Nicola Sammarco, ideatore di Nicopò

La prima serie animata in cui l’entertainment incrocia i temi ambientali. Sullo sfondo Taranto, i fantasmi dell'Ilva e il sogno di cambiare la città
Ridimensiona font
Contrasto