Coronavirus, l’Indonesia elimina l’obbligo di certificazione di provenienza del legname destinato all’esportazione

Per rilanciare il commercio del legname, messo a dura prova dall’epidemia in corso, il Ministero del Commercio ha eliminato l’obbligo di documentare la sostenibilità del legno destinato all’esportazione. Una scelta che provoca non poche polemiche. / Indonesia, le foreste in ostaggio del commercio internazionale dell’olio di palma

La decisione dell’Indonesia di eliminare il sistema della “licenza SVLK” (o FLEGT), cioè un documento legale verificato che conferma che un carico di legname, o suoi derivati destinati all’esportazione, siano stati prodotti legalmente, sconvolge il mercato europeo. Il sistema verifica l’origine del legno, e garantisce che l’Unione Europea importi solo prodotti di legno con provenienza sostenibile.

Il Ministero del Commercio indonesiano ha emesso un regolamento a febbraio, che entrerà in vigore il 27 maggio, secondo il quale gli esportatori non avranno più bisogno di ottenere licenze, che sono il cuore del sistema di verifica della legalità del legname dell’Indonesia, e che hanno richiesto al paese un intero decennio di sforzi e aggiornamenti nel tentativo di contrastare la deforestazione illegale. Krystof Obidzinski, esperto di sostenibilità presso l’Istituto forestale europeo, ha fatto sapere tramite una comunicazione via web che l’Ue è “chiaramente molto delusa” dalla decisione, e che “se entro il 27 maggio non saranno adottate nuove misure, ci sarà la possibilità che l’Ue sospenda il commercio di legname con l’Indonesia”.

Il Ministro del Commercio indonesiano Agus Suparmanto ha giustificato l’abolizione dell’obbligo di licenza come uno stimolo per rilanciare il commercio del legname,  in un momento di rallentamento causato dall’epidemia di Coronavirus. Ma, eliminando l’obbligo di licenza, ha di fatto violato l’accordo Indonesia-Ue. Secondo Syahrul Fitra, ricercatore e legale della Ong ambientalista Auriga, la logica non regge e la decisione potrebbe addirittura danneggiare l’industria del legno, mettendo un’altra volta in dubbio la sua origine. Per oltre due decenni, infatti, l’80% delle esportazioni di legname indonesiano ha avuto provenienza illegale.

Con l’introduzione del sistema SVLK nel 2009, l’Indonesia è riuscita a ricostruire la fiducia globale nella legalità delle sue esportazioni di legno, potendo aumentare i prezzi per i pregiati legni tropicali come il teak, il meranti e l’ulin. Oggi, secondo i dati ufficiali, il 100% del legname proveniente da concessioni forestali naturali e da piantagioni è certificato SVLK, ma una quantità di legno proveniente da aree disboscate illegalmente entra ancora nella catena di approvvigionamento.

Nel 2013, il valore delle esportazioni dell’Indonesia è stato di 6 miliardi di dollari; nel 2019, la cifra è stata quasi il doppio (11,6 miliardi di dollari) con l’Ue che rappresenta il 9% del mercato (dati provenienti dall’articolo originale su Mongabay). Un’indagine dell’IMM, che analizza i dati commerciali tra l’Ue e i paesi con i quali ha stipulato accordi di legalità, ha rilevato che le licenze rendono più facile l’importazione dall’Indonesia. “Ma tutti questi risultati saranno compromessi dall’eliminazione dell’obbligo di licenza certificata – conclude Syarhul –  l’Ue non crederà più nella legalità delle esportazioni di legname indonesiano, così le piccole e medie imprese esportatrici avranno immense difficoltà a riprendersi dalla crisi”.

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