martedì 21 Settembre 2021

Acquista

Login

Registrati

Coronavirus, Ilaria Capua: “La nostra salute interagisce con il pianeta”

pangolino

Per affrontare il virus Sars-CoV-2, da cui ha avuto origine l’influenza Covid-19 che sta costringendo alla quarantena il pianeta, le politiche di contenimento non bastano. Questa emergenza deve essere “sfruttata”, finalmente, per provare a raggiungere la radice del problema. Una radice avviluppata al rapporto squilibrato fra l’invasività delle attività e dei consumi dell’uomo e l’ambiente che lo circonda. È un tentativo che a prima vista può essere respinto in quanto considerato “non prioritario” rispetto al tamponamento della crisi e alla ricerca di un vaccino. Ma è l’unica strada da percorrere per impedire in futuro un nuovo “salto di specie”. Come quello del pipistrello che da una foresta remota dell’Asia è stato scaraventato nella megalopoli cinese di Wuhan, innescando la pandemia che ci stiamo trovando ad affrontare. Fra i primi a indicare un approccio nuovo al concetto di salute e malattia, “circolare” nel voler osservare a 360 gradi l’uomo e il suo impatto sulla natura, è stata in tempi ancora non sospetti Ilaria Capua. Virologa famosa a livello internazionale per aver reso di dominio pubblico la sequenza genetica del virus dell’aviaria, autrice di un libro sull’argomento (Salute circolare. Una rivoluzione necessaria, Egea), oggi dirige il centro di ricerca One health center of excellence dell’Università della Florida. Da qui ogni giorno, in coincidenza con l’accelerazione dei contagi da nuovo Coronavirus anche in Italia, si impegna per diffondere un’informazione corretta sulla natura della malattia. Provando a spiegare che tutto è collegato.

Lei sostiene che questa pandemia nasce da una connessione diretta fra le attività dell’uomo e l’impatto che hanno sulla natura. Perché?

Ilaria Capua
Ilaria Capua

Perché abbiamo creato un sistema che è stato poco rispettoso dell’ambiente. Tutto il problema dell’emergenza Covid-19 nasce in una foresta dell’Asia al cui interno vivono dei pipistrelli. Questi pipistrelli sarebbero dovuti rimanere nel loro spazio, nella loro nicchia ecologica. E invece è accaduto il contrario. Sono stati cacciati, per essere poi venduti nei mercati. Oppure il loro habitat naturale è stato invaso dall’uomo e sono stati costretti a fuggire. Ciò ha fatto sì che il virus presente nel mezzo di una foresta, e che lì doveva rimanere, si è trovato catapultato in una megalopoli, in un mercato in cui c’erano tanti altri animali di provenienza diversa e portatori di tanti altri virus diversi.

Qual è stata la conseguenza della migrazione “forzata” di questo animale?

Se si forzano determinate situazioni e si spingono dei soggetti a stare a contatto con altri soggetti, quando invece a contatto non dovrebbero starci, si creano degli squilibri. Ed è proprio quello che è successo con la propagazione di questo nuovo Coronavirus. 

Come può essere messo in pratica un cambio di visione simile?

Il primo passo da compiere è, per l’appunto, guardare alla salute come a un sistema che interagisce con gli altri sistemi del pianeta, comprese le sue componenti inanimate. Faccio un esempio per provare a rendere comprensibile questo concetto. Se per controllare e arginare il diffondersi di una malattia trasmessa dalle zanzare come la Zika (l’agente causale di una malattia virale acuta che provoca manifestazioni cliniche molto simili a quelle della dengue e della chikungunya, ndr) si spruzzano determinate sostanze, uccidendo miliardi di api, è evidente che questo non va bene. È necessario trovare modi di- versi per contrastare il diffondersi di malattie trasmesse da vettori, come il pipistrello della foresta asiatica nel caso del nuovo Coronavirus, e tutelare la biodiversità. Non credo che non ci siano modi alternativi rispetto a quelli su cui si è puntato finora. Il problema è che i modelli che ci sono adesso sono ormai consolidati e si fa molta fatica a cambiarli.

Un altro dei capisaldi del suo nuovo approccio per una salute circolare è la condivisione dei dati. Lei ha lanciato un appello all’Unione Europea chiedendo un’armonizzazione nella classificazione dei casi di Covid-19. L’Europa è pronta ad accogliere questa richiesta?

Ci vuole, innanzitutto, una convergenza di intenti. I dati ci sono, ma sono sempre stati raccolti e analizzati in maniera disomogenea. È per questa ragione che si fa fatica a mettere a confronto ciò che è accaduto in alcune zone dell’Italia con lo stato dell’emergenza in altre parti d’Europa. Sarebbe fondamentale avere una voce autorevole, un comitato europeo di esperti che aiuti i Paesi almeno a parlare la stessa lingua quando si parla di persone ammalate e di persone che muoiono. È importante che tutta l’Europa sia unita sui criteri di categorizzazione delle varie facce di questa malattia.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

SOSTIENI IL MENSILE

Rocco Bellantone
Classe 1983, nato a Reggio Calabria, cresciuto a Scilla sullo Stretto di Messina, residente a Roma. Giornalista professionista, mi occupo da anni di questioni africane e tematiche ambientali

Articoli correlati

Clima, il rapporto del Cmcc indica il futuro dell’Italia tra eventi estremi e siccità

I dati del Centro Euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici: aumento delle temperature di 2-5 °C entro il 2050. Incremento del rischio idrogeologico e perdite fino all’8% del Pil pro capite con nuove differenze socio-economiche tra Nord e Sud / Leggi il rapporto del CMCC

Buco dell’ozono, ora supera le dimensioni dell’Antartide

I dati di Copernicus: "Nel 2021 il buco dell'ozono è cresciuto considerevolmente ed è ora più grande del 75% se comparato alla stessa fase della stagione del 1979"

Parchi eolici italiani, online la prima guida turistica dedicata

Da Rivoli Veronese a Gibellina, undici gli impianti da scoprire con Legambiente attraverso una serie di itinerari tra percorsi ciclabili, borghi, arte e buona cucina diventati laboratori della transizione energetica

Seguici sui nostri Social

16,989FansLike
21,231FollowersFollow
0SubscribersSubscribe

Gli ultimi articoli

Parchi eolici italiani, online la prima guida turistica dedicata

Da Rivoli Veronese a Gibellina, undici gli impianti da scoprire con Legambiente attraverso una serie di itinerari tra percorsi ciclabili, borghi, arte e buona cucina diventati laboratori della transizione energetica

Commercio illegale di idrofluorocarburi, disponibile il rapporto ufficiale dell’Environmental Investigation Agency

I gas refrigeranti inquinano come emissioni di gas serra di più di 6,5 milioni di automobili in un anno. E la Romania rimane in silenzio

Attivismo giovanile, arriva lo Youth climate meeting Lazio

Appuntamento a sabato 18 settembre 2021, alle ore 16.00 presso il Parco della Garbatella a Roma

Punta Campanella, nate 82 tartarughe marine sulla spiaggia di Maiori

Con questa schiusa, la conta dei nidi di Caretta caretta in Campania sale a quota 52. Un anno da record storico

Youth climate meeting, il diario della terza edizione

Giustizia sociale, comunicazione digitale, mobilità sostenibile e lotta alle fonti fossili. Riuniti oltre 250 volontari di Legambiente
Ridimensiona font
Contrasto