Coronavirus, 119 scienziati confermano la sicurezza dei contenitori riutilizzabili

Appello di epidemiologi, virologi, biologi, chimici e medici di 18 Paesi. Il virus si diffonde principalmente tramite l’inalazione di goccioline infette piuttosto che attraverso il contatto con le superfici. L’obiettivo è impedire il ritorno prepotente dei prodotti monouso in plastica / Coronavirus e ambiente, la natura dell’emergenza / Coronavirus, conversione della plastica riciclata contro l’emergenza

contenitori vetro

I contenitori riutilizzabili sono sicuri e possono pertanto continuare a essere usati anche durante la pandemia Covid-19. A dirlo, attraverso una dichiarazione scritta, sono 119 scienziati di 18 Paesi. Un appello autorevole all’opinione pubblica mondiale per fermare il ritorno prepotente dell’usa e getta in plastica.

A firmare la dichiarazione sono epidemiologi, virologi, biologi, chimici e medici i quali confermano che il virus Sars-Cov-2 si diffonde principalmente tramite l’inalazione di goccioline infette piuttosto che attraverso il contatto con le superfici. Motivo per cui non c’è alcun rischio a usare contenitori riutilizzabili a patto che si seguano le norme igieniche di base. Basta dunque lavarsi bene le mani dopo averli toccati. Mentre per quanto riguarda i contenitori – come quelli che usiamo per cibo o bevande – dopo l’uso è sufficiente lavarli accuratamente con acqua calda e detergente o sapone.

La speranza è che questo monito serva per frenare i rifornimenti di prodotti monouso in plastica da parte soprattutto di tante catene di caffè in tutto il mondo. Un orientamento dietro cui, secondo diverse associazioni ambientaliste internazionali, vi sarebbe proprio l’industria della plastica che starebbe sfruttando la pandemia per riguadagnare le posizioni perse negli ultimi anni sul mercato.

Per la lotta al monouso in plastica una partita importante è attesa proprio in Europa. Nel nostro continente il divieto alla plastica monouso entrerà in vigore a partire dal 2021. Ma c’è chi, ancora, prova a opporsi strenuamente al cambiamento. In Galles, ad esempio, come riporta il Guardian, la Foodservice Packaging Association (Fpa) ha fatto pressioni sul governo affinché ritardasse l’introduzione del divieto per non “ostacolare” l’adozione delle norme igieniche anti-Covid. Mentre il Department for Environment, Food and Rural Affairs (Defra) ha posticipato il divieto all’uso di prodotti in plastica monouso a ottobre a causa dalla pandemia, pur rassicurando che intende comunque applicarlo.

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