Corbezzoli che passione

Pianta grande, dalle radici profonde, si presta anche alla coltivazione sul balcone

Almanacco di Dicembre 2019 a cura di BARBANERA

I frutti del corbezzolo (Arbutus unedo) fanno bene perché ricchi di vitamina C e di tannini. Antibiotici naturali, sono antisettici, antivirali, astringenti e diuretici. Bisogna evitare di mangiarne troppi proprio per l’effetto astringente.

Coltiviamolo così Da un corbezzolo non si può avere un fico troiano. Pianta grande, dalle radici profonde, si presta anche alla coltivazione sul balcone, dove le sue bacche
attireranno gli uccellini. Ha una particolarità: dona frutti e fiori negli stessi giorni.

La semina Per avere un bell’arbusto ci vuole un vaso di almeno 60 cm di altezza con un diametro di 70. Non ha particolari esigenze di terreno o terriccio, purché sia ben drenato. Se il clima è mite e la temperatura non scende sotto i 5 °C si coltiva con facilità. L’impianto si fa in luna crescente a settembre-ottobre, o a fine inverno, in febbraio-marzo. Predilige posizioni soleggiate e annaffiature non frequenti, tranne nel caso di piante giovani o periodi
molto caldi e asciutti. Si moltiplica per talea.

Raccolta e conservazione I buoni frutti del corbezzolo si raccolgono da ottobre a dicembre. Si consumano freschi. Conservarli si può, ma solo trasformati in confetture, ge-
latine, canditi, aceti o nel noto liquore sardo al corbezzolo. 

Pollice Bio – Pacciamare. Ma quali foglie? 

Le foglie cadute in autunno sono la più utile “coperta” per orto e giardino. Allora non portate via queste foglie, piuttosto distribuitele dove necessario. La pacciamatura di foglie è utilissima anche come concimazione, oltre che come protezione per l’inverno. Se si vuole una pacciamatura per contenere la crescita d’erba, le migliori foglie sono quelle di conifere e faggio. Se invece volete fare un letto “caldo” per gli ortaggi, sono adatti il carpino, che apporta anche calcio, l’acero e la quercia. Difficili da utilizzare quelle di magnolia, agrumi e lauro ceraso, perché si decompongono troppo lentamente.