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Cop26, entro 2030 stop a deforestazione e meno 30% emissioni di metano

Boris Johnson: “La distruzione delle foreste va fermata”. Von der Layen: “Un miliardo di euro per l’impegno globale sulle foreste”

Nella seconda giornata di lavori a Glasgow, gli annunci più importanti riguardano la salvaguardia delle foreste e l’utilizzo del gas metano.

Stop deforestazione entro il 2030

Tutti d’accordo, almeno sulla carta. Oltre 100 Paesi si sono impegnati a porre fine alla deforestazione e a invertire la tendenza del fenomeno globale entro il 2030. Previsti stanziamenti pubblici e privati per oltre 19 miliardi di dollari. Boris Johnson, nell’annuncio ufficiale dell’accordo, ha descritto le foreste come “grandi ecosistemi pieni di vita, vere cattedrali della natura, i polmoni del nostro pianeta”. Hanno aderito anche gli Stati che insieme coprono l’85% del patrimonio forestale mondiale: la Russia di Vladimir Putin, l’Indonesia, il Congo, la Colombia e il Brasile, il cui presidente Jair Bolsonaro è stato accusato di crimini contro l’umanità a causa dell’incremento dell’88% della deforestazione Amazzonica dal gennaio 2019, mese del suo insediamento alla presidenza.

Un risultato non soddisfacente per i rappresentanti dell’Amazzonia presenti a Glasgow, secondo cui “in dieci anni Bolsonaro può devastare le foreste del Brasile”.

Nella dichiarazione ufficiale sulle foreste e l’uso della terra, firmata da 124 Paesi, si legge;

Ci impegniamo a lavorare collettivamente per arrestare e invertire la perdita di foreste e il degrado del territorio entro il 2030, realizzando al contempo uno sviluppo sostenibile e promuovendo una trasformazione rurale inclusiva.

Rafforzeremo i nostri sforzi condivisi per:

  • Conservare le foreste e altri ecosistemi terrestri e accelerare il loro ripristino;
  • Facilitare politiche commerciali e di sviluppo, a livello internazionale e nazionale, che promuovano lo sviluppo sostenibile e la produzione e il consumo di beni sostenibili, che lavorino a vantaggio reciproco dei paesi e che non portino alla deforestazione e al degrado del territorio;
  • Ridurre la vulnerabilità, costruire la resilienza e migliorare i mezzi di sussistenza rurali, anche attraverso la responsabilizzazione delle comunità, lo sviluppo di un’agricoltura redditizia e sostenibile, e il riconoscimento dei molteplici valori delle foreste, riconoscendo al contempo i diritti delle popolazioni indigene, nonché delle comunità locali, in conformità con la legislazione nazionale pertinente e gli strumenti internazionali, come appropriato;
  • Attuare e, se necessario, ridisegnare le politiche e i programmi agricoli per incentivare l’agricoltura sostenibile, promuovere la sicurezza alimentare e beneficiare l’ambiente;
  • Riaffermare gli impegni finanziari internazionali e aumentare significativamente i finanziamenti e gli investimenti da un’ampia varietà di fonti pubbliche e private, migliorandone anche l’efficacia e l’accessibilità, per consentire un’agricoltura sostenibile, una gestione sostenibile delle foreste, la conservazione e il ripristino delle foreste, e il sostegno alle popolazioni indigene e alle comunità locali;
  • Facilitare l’allineamento dei flussi finanziari con gli obiettivi internazionali per invertire la perdita e il degrado delle foreste, assicurando allo stesso tempo che siano in atto politiche e sistemi solidi per accelerare la transizione verso un’economia che sia resiliente e promuova gli obiettivi relativi alle foreste, all’uso sostenibile della terra, alla biodiversità e al clima.

Esortiamo tutti i leader a unire le forze per una transizione sostenibile dell’uso del suolo. Questo è essenziale per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi, compresa la riduzione della vulnerabilità agli impatti del cambiamento climatico e il mantenimento dell’aumento della temperatura media globale ben al di sotto dei 2°C e il proseguimento degli sforzi per limitarlo a 1,5°C, notando che la scienza mostra che è necessaria un’ulteriore accelerazione degli sforzi se vogliamo mantenere collettivamente 1,5°C alla portata. Insieme possiamo riuscire a combattere il cambiamento climatico, a realizzare una crescita resiliente e inclusiva e ad arrestare e invertire la perdita di foreste e il degrado del territorio”.

La presidente della Commissione europea Ursula Van der Layen ha annunciato “Un miliardo di euro per l’impegno globale sulle foreste, inclusi 250 milioni di euro per il bacino del Congo”. Il presidente Usa Biden ha commentato: “Abbiamo fatto molto, ma molto resta ancora da fare”.

Meno emissioni di metano

Partita aperta sul metano. Stati Uniti ed Europa hanno annunciato un accordo storico, in cui si impegnano a limitare le emissioni di metano del 30% rispetto a quelle del 2020 entro la fine del decennio. Ben 105 i Paesi firmatari, senza Cina, Russia e Australia. “Il metano è uno dei gas che possiamo ridurre più velocemente”, ha affermato la presidente della Commissione UeUrsula Von der Leyen insieme al presidente degli Stati Uniti Joe Biden, ricordando che questo gas è responsabile di “circa il 30%” del riscaldamento globale dalla rivoluzione industriale.

Secondo quanto riporta una nota Ue, con il raggiungimento dell’obiettivo di ridurre le emissioni di metano del 30% entro il 2030, si eviterebbero oltre 200mila morti premature, centinaia di migliaia di visite di emergenza legate all’asma e oltre 20 milioni di tonnellate di perdite di raccolto all’anno (stime della Coalizione per il clima e l’aria pulita e del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente).

Intanto però, il presidente indiano Narendra Modì fa sapere che l’India arriverà alla decarbonizzazione tra mezzo secolo, solo nel 2070, vanificando il compromesso trovato al G20 di Roma.

1 Novembre, tutti a Glasgow per il futuro del pianeta

Oltre 130 leader politici hanno raggiunto la città scozzese per partecipare al grande vertice sul clima. Da Draghi al principe William, da Biden a Leonardo Di Caprio. Ci sono (quasi) tutti alla prima giornata di lavori della Cop26 di Glasgow, riuniti per decidere come agire per arginare la crisi climatica. “Dobbiamo impegnarci a riduzioni ambiziose delle emissioni a partire da questo decennio per prevenire che diventi catastrofico – ha detto il premier Mario Draghi alla tavola rotonda dal titolo Azione e solidarietà – Questo impegno è il cuore della dichiarazione del G20 di Roma e ora i Paesi devono sostenere e implementare questo impegno. Questo richiede creatività, ambizione e solidi piani economici”. E ha aggiunto: “I giovani ci hanno reso un servizio portando il tema del clima al centro del nostro dibattito politico. Sono stati al centro del Vertice PreCop di Milano. A Glasgow, noi dobbiamo renderli orgogliosi”.

Il presidente americano Joe Biden si è scusato con i leader mondiali per la decisione di far uscire gli Usa dall’accordo di Parigi presa dal predecessore Donald Trump. “Chiedo scusa – ha detto – per il fatto che gli Stati Uniti sono usciti dall’accordo di Parigi mettendoci in una situazione difficile”. E insiste: “Ora però gli Stati Uniti non solo sono tornati al tavolo, ma entro il 2030 taglieranno le proprie emissioni del 50-52% rispetto al 2005”.

Il leader cinese Xi Jinping, assente, manda un messaggio scritto al summit e il portavoce del ministero degli Esteri cinese Wang Wenbin critica a testa bassa gli Usa, per l’inquinamento del passato: le sue emissioni storiche sono 8 volte quella della Cina.

La regina Elisabetta, 95 anni, costretta dai medici al riposo, è intervenuta con un videomessaggio con cui ha invitato i leader a “elevarsi oltre la politica spicciola” e dar prova di qualità da “veri statisti” per dare un futuro “più sicuro e stabile” al pianeta. “Nessuno vive per sempre”, ha ricordato, ma occorre pensare “ai figli, ai nipoti”, alle generazioni che verranno.

Anche il presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha deciso di non partecipare all’incontro. Il suo ministro dell’Ambiente, Joaquim Pereira Leite, ha annunciato con un video che il Paese ridurrà le emissioni di gas serra del 50% entro il 2030, alzando il precedente target del 43%.

Il premier indiano Modi, invece, ha sottolineato la promessa non mantenuta dai Paesi avanzati: 100 miliardi di dollari l’anno a favore delle nazioni più povere. “L’India – ha dichiarato – si aspetta che le nazioni sviluppate mettano a disposizione mille miliardi di finanziamenti per il clima il prima possibile”.

Partecipa all’incontro anche Antonio Guterres, Segretario generale delle Nazioni Unite, che alla chiusura dell’incontro di Roma sul suo profilo Twitter aveva dichiarato: “Accolgo con favore l’impegno del #G20 per soluzioni globali. Lascio Roma con le mie speranze disattese, ma almeno non sono sepolte”.

GLI INTERVENTI

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Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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