Cop25, negoziati in stallo. Serve protagonismo dei volenterosi

MAURO ALBRIZIO DA MADRID. Come a Parigi è necessario l’intervento di una High Ambition Coalition. L’Europa può e deve ridurre del 65% le sue emissioni entro il 2030, ma la comunicazione sul Green New Deal di Ursula von der Leyen fa slittare l’aumento degli obiettivi a giugno 2020

Cop25 Madrid

Qui a Madrid i negoziati sono ancora in una fase di pericoloso stallo. Per sbloccarli serve un forte protagonismo europeo in grado di ridare vigore alla High Ambition Coalition. Quella “coalizione di volenterosi”, promossa dai paesi più poveri e vulnerabili e dall’Europa, che nel 2015 fu cruciale per il successo di Parigi. Protagonismo che richiede impegni politici concreti e ambiziosi da mettere nelle prossime ore sul tavolo negoziale. A partire da un impegno senza ambiguità ad aumentare l’attuale obiettivo di riduzione delle emissioni al 2030 non oltre il Consiglio Europeo di giugno 2020. Per il successo della Cop25 è cruciale che a Madrid, grazie alla riconquistata leadership europea, si raggiunga un accordo per rivedere nei prossimi mesi gli attuali impegni al 2030. Solo così nella Cop26, che si terrà a Glasgow nel novembre 2020, sarà possibile aggiornare gli impegni sottoscritti a Parigi in coerenza con la soglia critica di 1.5°C e avviare da subito una drastica riduzione delle emissioni climalteranti.

Purtroppo la comunicazione sul Green Deal Europeo adottata ieri dalla nuova Commissione intende proporre l’aumento dell’attuale obiettivo al 2030 solo entro l’estate del 2020, invece che nei primi 100 giorni del proprio mandato come promesso dalla presidente von der Leyen nel suo discorso di insediamento di fronte all’Europarlamento. In questo modo non vi sarebbe il tempo necessario per consentire ai governi europei di raggiungere un accordo ambizioso entro l’ultima data utile di giugno 2020.

La palla passa pertanto al Consiglio Europeo che si riunisce oggi e domani a Bruxelles ed è chiamato, proprio nei giorni conclusivi della Cop25, ad adottare un’ambiziosa strategia climatica di lungo termine. Questa deve essere l’occasione anche per chiedere alla Commissione di presentare al più presto la proposta di aumento dell’obiettivo al 2030 in modo da poter raggiungere un accordo non oltre il Consiglio Europeo di giugno 2020.

Solo così l’Europa può arrivare al Vertice Ue-Cina, in programma il prossimo settembre a Lipsia e per la prima volta a livello di capi di stato e di governo, con una proposta in grado di spingere la Cina a sottoscrivere un accordo ambizioso in vista della Cop26 di Glasgow.

Per fronteggiare l’emergenza climatica si deve andare ben oltre il 55% già proposto da diversi governi europei, dall’Europarlamento e dalla Presidente della nuova Commissione Ursula van der Leyen. L’Europa può e deve ridurre le sue emissioni di almeno il 65% entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990, per raggiungere zero emissioni nette in modo economicamente efficiente entro il 2040.

Non solo per contribuire al successo di Madrid, ma soprattutto per creare le necessarie condizioni politiche per accelerare la decarbonizzazione della nostra economia e dare gambe ad un vero Green New Deal Europeo. Solo in questo modo sarà possibile affrontare con determinazione l’emergenza climatica, accrescere la competitività della nostra economia, creare nuovi posti di lavoro e mettere in campo un’Europa leader nella transizione verso un’economia globale libera da fonti fossili, circolare e a zero emissioni.