Cop 24, serve una Strategia climatica di lungo termine

L’Europa ha il potenziale per raggiungere zero emissioni nette entro il 2040. Per farlo occorre un piano in grado di accelerare una giusta transizione verso più rinnovabili e sempre meno fonti fossili. Il segretario generale dell’Onu Guterres: “”Quella del clima è già oggi una questione di vita o morte”

Un'immagine dell'apertura della Conferenza sul Clima Cop24

Aggiornato il 4 dicembre alle 16

Nonostante le emissioni siano riprese a crescere, sia a livello globale che in Europa, invertire la rotta è possibile. E a Katowice, in Polonia, dove fino al 14 dicembre si terrà la Conferenza sul Clima Cop24, i Paesi più ricchi del pianeta dovranno dimostrare un maggiore impegno in questa direzione.

L’Accordo di Parigi, siglato tre anni fa, prevede la necessità di una più rapida azione climatica proprio per quei Paesi che hanno maggiori capacità economiche e responsabilità storiche per l’attuale livello di emissioni climalteranti.

Secondo Legambiente l’Europa ha un grande potenziale per agire più rapidamente e impegnarsi a raggiungere zero emissioni nette entro il 2040, attraverso una Strategia climatica di lungo termine in grado di accelerare una giusta transizione verso una realtà continentale rinnovabile e libera da fonti fossili. In Europa ci sono tutte le condizioni per sfruttare appieno le potenzialità economiche imprenditoriali e tecnologiche andando ben oltre il 55% di riduzione delle emissioni entro il 2030, proposto già da diversi governi europei e dall’Europarlamento, in coerenza con una traiettoria in grado di consentire al Vecchio Continente di raggiungere zero emissioni nette entro il 2040.

Per il successo di Katowice è dunque cruciale che l’Europa si impegni in modo chiaro e forte ad aumentare entro il 2020 i suoi obiettivi di riduzione delle emissioni in linea con la soglia critica di 1.5°C. Un segnale indispensabile per creare le condizioni politiche favorevoli all’adozione di un pacchetto di decisioni ambizioso ed equilibrato, articolato su tre pilastri.

Il primo pilastro è l’adozione del cosiddetto ‘Rulebook’ (PAWP – Paris Agreement Work Programme), ossia le linee guida per rendere operativo l’Accordo di Parigi, garantendo la necessaria flessibilità ai paesi in via di sviluppo sulla base delle loro capacità. Il secondo pilastro è l’impegno dei governi ad aumentare entro il 2020 gli attuali impegni (NDCs), in linea con la soglia critica di 1.5°C. Infine, il terzo pilastro consiste in un adeguato sostegno finanziario ai Paesi più poveri e vulnerabili per far fronte ai loro impegni di riduzione delle emissioni e poter adattarsi ai mutamenti climatici in corso, concordando un processo per definire il nuovo obiettivo post-2025 che vada oltre gli attuali 100 miliardi di dollari l’anno previsti entro il 2020.

“Quella del clima è già oggi una questione di vita o morte” per diverse le regioni e paesi del mondo. È quello che ha affermato Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni unite, in un drammatico appello rivolto nel discorso di apertura della Conferenza climatica COP24, oggi a Katowice, nel sud della Polonia. Secondo Guterres, i Paesi del mondo non stanno reagendo in modo sufficiente e abbastanza tempestivo per frenare i cambiamenti climatici, che già adesso provocano drammi umanitari. “Abbiamo veramente un grosso problema”, ha ribadito il segretario, sollecitando i membri della conferenza a condividere la responsabilità per realizzare gli Accordi di Parigi “per cambiare il mondo in meglio”.

Per il presidente polacco Andrzej Duda, che insieme con Guterres ha aperto i lavori della conferenza, la responsabilità politica sul clima deve essere basata sullo sviluppo equilibrato fra natura e tecnologia nonché il rispetto della dignità umana. Nella cerimonia di apertura della COP24, che durerà fino a 14 dicembre prossimo, sono presenti circa 60 delegazioni internazionali, e i capi di Stato di Bulgaria, Svizzera, Slovenia, Montenegro, Macedonia,Fiji, Nepal.

Pubblicato il 3 dicembre alle 6:00.