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Cop 26, l’affondo di Barack Obama: “Scoraggiante l’assenza di Russia e India”

Intervenuto a Glasgow l’ex presidente degli Stati Uniti non ha risparmiato critiche nei confronti di Mosca e Pechino. E ai Fridays For Future ha detto di continuare a “essere arrabbiati”. Dura la replica di Vanessa Nakate: “Tu vuoi incontrare i giovani della Cop 26. Noi vogliamo i fatti”

L’ultima settimana di lavori della Cop 26 di Glasgow, iniziata lunedì 8 novembre, è stata nel segno dell’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama. “Il tempo sta scadendo: abbiamo fatto significativi progressi dall’accordo di Parigi ma dobbiamo fare di più”, sia “collettivamente che individualmente”, ha dichiarato Obama sottolineando che “l’accordo di Parigi va continuamente aggiornato e migliorato” e che quello in corso è “un decennio decisivo per evitare il disastro climatico”.

Nel suo intervento Obama non ha risparmiato frecciate per il suo successore alla Casa Bianca Donald Trump. “Negli Stati Uniti, alcuni dei nostri progressi sulla lotta al cambiamento climatico si sono fermati quando il mio successore ha deciso di ritirarsi unilateralmente dall’Accordo di Parigi nel suo primo anno di mandato. Non sono stato molto contento di questo”. E a Russia e Cina, la cui assenza a Glasgow è stata definita da Obama “scoraggiante”. “È stato molto scoraggiante vedere i leader di due dei maggiori Paesi emettitori, Cina e Russia, rifiutarsi persino di partecipare ai lavori, i loro piani nazionali riflettono quella che appare una pericolosa mancanza di urgenza. Tutti noi abbiamo un ruolo da giocare, ma Paesi ricchi hanno peso in più”.

Obama, la cui presenza a Glasgow ha platealmente oscurato quella del suo collega di partito, l’attuale presidente Joe Biden, ha invece espresso parole di apprezzamento per i milioni di giovani che in tutto il mondo nelle giornate della Conferenza internazionale sul clima sono tornati a scendere nelle piazze per chiedere ai grandi della Terra un cambio di passo nelle politiche da adottare contro la crisi climatica. “Due anni fa Greta Thunberg ha ispirato migliaia di giovani”, “ora il mondo è pieno di Grete”. “Voglio che rimaniate arrabbiati, ma canalizzate questa rabbia, spingete sempre di più, questa è una maratona non uno sprint”, ha proseguito Obama. “Le proteste sono necessarie, le campagne con gli hashtag possono far crescere la coscienza, ma per costruire coalizioni più ampie”, bisogna raggiungere anche chi “non è ancora convinto. E per persuadere queste persone non si può più solo urlare o twittare contro, o creare problemi bloccando il traffico, dobbiamo ascoltare le obiezioni e la riluttanza della gente comune, comprendere la loro realtà e lavorare con loro in modo che azioni serie sul clima non abbiamo un impatto negativo su di loro”.

La risposta del movimento globale dei giovani attivisti climatici non si è però fatta attendere. “Quando avevo 13 anni, nel 2009, avevi promesso 100 miliardi di dollari per finanziare la lotta al cambiamento climatico” ha scritto su Twitter l’attivista Vanessa Nakate postando un video di 12 anni fa in cui l’allora presidente Barack Obama interveniva alla Cop 15 assicurando politiche per combattere il cambiamento climatico. “Il paese più ricco della Terra non contribuisce abbastanza ai fondi salvavita. Tu vuoi incontrare i giovani della Cop 26. Noi vogliamo i fatti”.

Sempre nella giornata di ieri, nel corso della quale è rimbalzato il video messaggio del ministro degli Esteri di Tuvalu, piccola isola del Pacifico, che si è fatto riprendere con l’acqua alle ginocchia per denunciare gli effetti della crisi climatica, si è parlato delle difficoltà attraversate in questa fase proprio dai Paesi più poveri. Allarmanti i risultati di uno studio presentato dal think-tank McKinsey & Company, secondo cui se si superano 1,5° di riscaldamento rispetto ai livelli preindustriali, metà dell’umanità sarà a rischio di alluvioni e siccità. Se la soglia sfora i 2°, nei Paesi poveri raddoppieranno le persone in pericolo per disastri naturali.

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Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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