Cop 24, un “quasi-fallimento” per Slow Food

Per l’associazione internazionale giudizio negativo al termine della Conferenza sul clima conclusasi in Polonia.Per ripartire serve un maggiore impegno oltre che dei governi, anche della società civile, dei cittadini e delle imprese ICONA recensioni Pacco dono al governo: 35mila firme per dire no alle fossili sì alle rinnovabili ICONA recensioni Legambiente: “Da Cop 24 nessuna risposta chiara e forte alla crisi climatica” ICONA recensioni Speciale Katowice: scontro sul clima alla Cop 24

L'immagine di alcuni delegati che hanno partecipato a Cop 24

Anche per Slow Food è negativo il bilancio di Cop 24, la Conferenza internazionale sul clima dell’ONU conclusasi a Katowice, in Polonia, lo scorso 14 dicembre. “In altri tempi e in un contesto ambientale meno preoccupante, avremmo forse potuto considerare positivamente l’accordo raggiunto a conclusione della Conferenza – commenta attraverso un comunicato stampa l’associazione internazionale presente in 160 Paesi del mondo – Tuttavia, tenuto conto degli allarmi dell’IPCC, che si fanno ogni giorno più drammatici, e sapendo quanto i Governi tendano a stare al di sotto di quanto previsto da questo tipo di accordi, non possiamo dirci né soddisfatti né ottimisti”.

“A questo punto occorre fare pressione su tutti i Governi affinché si mettano immediatamente al lavoro per rispettare almeno gli impegni assunti a Katowice, con la speranza che questo possa creare condizioni migliori per gli accordi che si dovranno raggiungere alla prossima COP (che si terrà nel novembre 2019 in Cile) – prosegue Slow Food -. Al contempo è fondamentale che i cittadini, le imprese, la società civile, siano sempre più protagoniste della transizione urgente dall’attuale modello di sviluppo fondato sulle energie fossili verso un modello di economia decarbonizzata”.

Il monito che lancia l’associazione al termine di questa Conferenza sul clima è di aderire alla campagna ‘Food for Change’ per iniziare a considerare il cibo, ogni giorno, come il primo strumento per il cambiamento. “Il nostro attuale sistema alimentare è tra le principali cause di emissione di gas clima-alteranti (e l’agricoltura è tra le prime vittime del cambiamento climatico), per cui attraverso scelte più consapevoli e responsabili possiamo tutti contribuire concretamente alla rapida inversione di rotta di cui ha bisogno il genere umano per garantire la propria sopravvivenza”, conclude Slow Food.