Consumo di suolo, Roma e Milano a confronto

Nel solo territorio comunale,  la capitale ha consumato 36 ettari (incremento procapite pari a 0,13 mq/ab), mentre Milano ne ha consumati 19 ettari (+0,14 mq/ab).  Qui la popolazione è da anni in crescita, +14.618 abitanti nell’ultimo anno, mentre nell'altra è stazionaria (nell’ultimo anno -694 abitanti)

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Sul consumo di suolo si gioca una partita importante nelle città metropolitane. Stringendo il campo alle rispettive città metropolitane, quella di Roma ha visto crescere il consumo di suolo lo scorso anno di 102 ettari, quella di Milano ha avuto un aumento di 121 ettari. Nel confronto pro capite, questi dati si traducono in una crescita di 0,23 mq/abitante di consumo di suolo nella città metropolitana di Roma, e di 0,37 mq/ab in quella di Milano: una differenza importante, ma che sarebbe in parte spiegabile con gli andamenti demografici: nella metropoli romana la popolazione ha avuto un lieve incremento (+1987 abitanti), mentre in quella milanese l’aumento è stato di 16.457 abitanti.

Se si considera per entrambe l’aumento di consumo di suolo, nel solo territorio comunale, Roma ha consumato 36 ettari (incremento procapite pari a 0,13 mq/ab), mentre Milano ne ha consumati 19 ettari (+0,14 mq/ab). Ancora però si perde il senso di queste crescite di superfici urbanizzate, se ci si confronta con gli andamenti demografici: a Milano la popolazione è da anni in crescita, +14.618 abitanti nell’ultimo anno, mentre a Roma è stazionaria (nell’ultimo anno -694 abitanti). A dimostrazione, se ce ne fosse bisogno, che la crescita di consumo di suolo è ormai slegata dalla crescita di fabbisogni abitativi, risalta per entrambe le regioni il dato del restante territorio: al di fuori della città metropolitana, laddove gli indicatori demografici sono di stagnazione demografica, se non di regresso. Nonostante ciò, gran parte del nuovo suolo consumato si è sviluppato proprio in questi territori, ed in particolare nelle province più periferiche.

Peraltro, il comune di Roma ha consumato molto di più nel corso degli anni, ma in rapporto a un territorio (amministrativo) ben più grande di quello di Milano, che ha costruito un po’ meno ma in un territorio più ristretto e quindi densamente urbanizzato. Per quanto riguarda il 2017, in entrambe le città si è continuato a costruire, in modo particolare nei comuni dell’hinterland, in modo più significativo in quelli del capoluogo lombardo, e anche in questo caso irrompe il paradosso: si è costruito molto di più in una vasta cintura urbana in cui, al contrario del capoluogo, la popolazione non è cresciuta quasi per nulla. I dati nel confronto tra Roma e Milano confermano un trend che procede da anni: non si consuma suolo per soddisfare nuovi bisogni abitativi ma, al contrario, si cementifica molto più territorio proprio laddove la popolazione ristagna o decresce, nei comuni di cintura metropolitana e, ancor più, nelle province più periferiche. Al contrario, realtà come quella di Milano riescono ad avere una vivace crescita demografica senza per questo sacrificare nuovi territori: un elemento in più per affermare che consumare suolo il più delle volte non serve a innescare autentico sviluppo.

 

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