Dall’XI congresso nazionale esce una Legambiente più coraggiosa

Da Napoli l’associazione lancia le azioni da mettere in campo nei prossimi anni. Lotta a crisi climatica, inquinamento e abusivismo, riconversione energetica, rigenerazione urbana e cittadinanza attiva fra i punti del manifesto. Riconfermato il gruppo dirigente / LE DIRETTE STREAMING: PLENARIE 1° giorno / 2° giorno / 3° giorno / IL TALK Le piazze del coraggio / IL NOSTRO SPECIALE

foto XI Congresso nazionale di Legambiente (@Sara Casna)

Se davvero si vuole salvare il Pianeta è tempo di una rivoluzione verde che metta al centro clima ed energia, legalità, economia circolare e civile, green society, citizen science e volontariato. L’Italia può, e deve, raccogliere questa sfida contrastando la crisi climatica con un ambizioso piano energia e clima, con la riconversione energetica del Paese abbandonando le fonti fossili e i sussidi dannosi per l’ambiente. Puntando su rinnovabili, innovazione e tecnologia, contrastando in maniera sempre più forte le ecomafie. Inaugurando una nuova stagione di lotta senza quartiere contro gli ecomostri e tutti gli altri abusi edilizi, tema ancora oggi “orfano” nella politica italiana, accelerando l’iter delle demolizioni oggi in mano ai Comuni, troppo spesso vittime del ricatto elettorale. E ancora aumentando l’efficacia dei controlli pubblici contro le industrie inquinanti, attuando una riconversione ecologica del sistema industriale per dire “mai più a Taranto, Gela e Bagnoli” e tutelare l’ambiente, il diritto alla salute e al lavoro. Ripensando le città e gli spazi urbani in una chiave sempre più ecosostenibile attraverso la rigenerazione urbana, il “rammendo” delle periferie, contrastando il consumo di suolo e puntando su una mobilità sostenibile e intermodale.

Sono queste le manifestazioni di quel “coraggio” messo al centro del manifesto green che Legambiente ha presentato nella giornata finale del suo XI Congresso nazionale, che ha visto per tre giorni confrontarsi a Napoli, nel suggestivo scenario del Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa, 833 delegati e oltre 60 ospiti. Fra questi il presidente di Libera don Luigi Ciotti, che oggi dal palco si è per la prima volta iscritto come socio di Legambiente, il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho, il sottosegretario all’Ambiente Roberto Morassut. Obiettivi che il Paese deve perseguire con caparbietà e che indicano i campi e le sfere di azione dei prossimi anni dell’associazione ambientalista.

Nella giornata di oggi, Legambiente ha eletto le sue cariche nazionali, tutte riconfermate alla guida dell’associazione: Stefano Ciafani, presidente nazionale, e Giorgio Zampetti, direttore generale. Al loro fianco, Edoardo Zanchini e Vanessa Pallucchi, vicepresidenti nazionale, Serena Carpentieri, vicedirettrice, Nunzio Cirino Groccia, amministratore.

“La febbre del pianeta in cui viviamo – dichiara Stefano Ciafani – continua a salire, con leader mondiali come Trump e Bolsonaro, sostenuti dalle peggiori lobby, che negano la crisi climatica. Ma anche con Paesi, che pur fra mille contraddizioni investono sul futuro, come la Cina, che da principale emettitore in atmosfera di gas serra è diventata anche la potenza mondiale che destina più risorse allo sviluppo di tecnologie pulite, e con l’Europa che con il Green new deal vuole recuperare il gap rispetto al primato di un tempo sul fronte della transizione ecologica dell’economia. I temi ambientali – continua il presidente nazionale di Legambiente – sono sempre più centrali per fronteggiare le emergenze e riconvertire l’economia, ma bisogna immediatamente allungare il passo. L’Italia è a un bivio: per imboccare la strada giusta serve armarsi di forza e coraggio e mettere in campo azioni, interventi e politiche ambiziose. Un impegno che non deve riguardare solo la politica, ma anche le imprese e i cittadini, i tantissimi giovani che si stanno mobilitando per il clima, facendo sempre più rete”.

Tra gli altri obiettivi al centro del manifesto green di Legambiente, anche la lotta all’inquinamento e alle disuguaglianze, la costruzione di un modello economico alternativo a quello attuale e di un modello energetico distribuito, rinnovabile, democratico, la rete delle alleanze territoriali, un impegno concreto per la rinascita delle aree terremotate del Centro Italia. L’Italia, ne è convinta Legambiente, può guidare questa “rivoluzione verde” attraverso politiche coraggiose e lungimiranti, a partire dalla definizione di un ambizioso piano energia e clima e di un piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici di cui siamo ancora sprovvisti, ragionando su una finanziaria green, avendo il coraggio di modificare la legge di bilancio in discussione ora. Sul fronte della lotta alle ecomafie è indispensabile completare la riforma normativa necessaria per difendere fauna e flora protette, beni culturali e reperti archeologici, combattere le agromafie. Nel contrasto al marine litter l’associazione chiede al più presto l’approvazione della legge, a prima firma Rossella Muroni e Sergio Costa, sul fishing for litter, per permettere ai pescatori di fare gli spazzini del mare, pratica ancora oggi vietata e che costringe gli stessi pescatori a ributtare in acqua la spazzatura pescata.

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