“Commissione parlamentare d’inchiesta rifiuti avvii subito indagine sul Tmb Salario”

A chiederlo è Rossella Muroni (Leu) in occasione dell’ufficio di presidenza della Commissione speciale sul traffico dei rifiuti. “Le conclusioni dell’Arpa sollecitano un approfondimento anche in sede giudiziaria” / IL PDF: RELAZIONE ARPA TMB SALARIO / Caudo: “Tmb Salario, situazione insostenibile” / La video-intervista a Caudo: “Il Tmb Salario è un’emergenza ambientale che deve essere affrontata a livello nazionale”

Tmb Salario, emergenza nazionale

Il Tmb Salario è diventato “emergenza nazionale”. Dopo la relazione impietosa dell’Arpa che ha messo a nudo tutte le criticità che i comitati di cittadini per mesi hanno contestato all’impianto, oggi c’è l’ufficio di presidenza della Commissione speciale sul traffico dei rifiuti e la deputata Rossella Muroni (LeU) ha annunciato che presenterà una richiesta per “l’apertura immediata di un’indagine conoscitiva su cosa accade all’interno del Tmb Salario”. Un cambio di passo nella lotta al Tmb dopo la pubblicazione dei risultati dell’Arpa e della conferenza stampa indetta venerdì scorso dal presidente del municipio III Giovanni Caudo.  

Non dicevano il falso i cittadini quando si lamentavano della puzza proveniente dall’impianto.  Dalla relazione emerge che il materiale trattato risulta ancora putrescibile. Citando la relazione dell’Arpa “elevate caratteristiche di putrescibilità, e in quanto tali costituiscano fonte di molestie olfattive”. Muroni, lo scorso 2 ottobre, lei aveva fatto già un sopralluogo nell’area del Tmb Salario: come era andata?
Abbiamo trovato la solita situazione incredibile: 3.000, 4.000 tonnellate di rifiuti a cento metri dalle case e da un asilo nido, una puzza tossica inimmaginabile con cui dover convivere per 24 ore al giorno. L’impianto non è altro che una discarica realizzata in un’area densamente abitata. Il Tmb Salario è un caso emblematico che racconta come questa città non sia in grado di gestire in maniera sostenibile e intelligente il ciclo dei rifiuti. Un’incapacità il cui costo si scarica tutto sui cittadini, con rischi anche per la salute oltre che per l’ambiente. La situazione è davvero intollerabile.  Per questo deve chiudere ed essere delocalizzato quanto prima.

Non è l’unico dato: tolto il combustibile derivato da rifiuti, e i materiali ferrosi recuperati, nel 2017 il 68,6% dei rifiuti entrati sono usciti sotto forma di scarto o presentando le criticità di cui parlavamo prima. Quindi più che riciclare i rifiuti il Tmb li produce. E’ così?
Sì. L’Arpa Lazio di fatto boccia il Tmb Salario. Secondo l’impianto dell’Ama non produce i rifiuti che dovrebbe produrre, non stabilizza i rifiuti trattati che infatti producono cattivo odore. Questo documento conferma quanto ho denunciato in questi mesi: i cittadini stanno convivendo, da anni, con criticità nella gestione dell’impianto e con violazioni in materia ambientale che vanno a scapito anche della loro salute. Per alcuni versi la relazione dell’Arpa è sconvolgente: s’è scritto nero su bianco che dall’impianto Ama di via Salaria – quindi da un impianto pubblico di Tmb –  i rifiuti escono con un’etichettatura non corrispondente agli standard previsti dalla legge, è inaudito. Le conclusioni dell’Arpa sollecitano un approfondimento anche in sede giudiziaria, per verificare se non si configuri anche un traffico illecito di rifiuti. Per questo intendo intanto chiedere alla Commissione parlamentare di inchiesta di avviare una indagine sul Tmb Salario. La cosiddetta Commissione ecomafie si era già occupata del Tmb Salario, ma mi sembra che questa nuova relazione di Arpa Lazio getti luce ancora più in profondità su una vicenda simbolica e di rilievo nazionale, vista l’emergenza rifiuti a Roma. 

Non è finita qui, oltre alle irregolarità nell’area di stoccaggio e nella gestione dello scarico e trasferimento dei rifiuti, c’è anche il problema dei codici Cer usati dal gestore (Ama) che non sono corretti. Il codice Cer identifica la tipologia di rifiuto e il trattamento che deve avere. Che cosa significa “in soldoni”?
Il Tmb Salario, in soldoni, dovrebbe produrre soprattutto Fos e Cdr da inviare successivamente ad altri impianti, invece, come dicevamo anche prima, produce altri rifiuti a cui cambia l’etichetta. L’Arpa Lazio di fatti ha registrato come la qualità della Frazione organica stabilizzata (Fos) è quasi nella totalità dei campioni al di sotto degli standard di legge: il materiale trattato risulta ancora “putrescibile”. Tolto il Cdr, ovvero il combustibile derivato da rifiuti, e i materiali ferrosi recuperati, nel 2017 il 68,6% dei rifiuti entrati sono usciti sotto forma di scarto.

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Giornalista professionista, da sempre si occupa di questioni ambientali, sociali e di genere. Dal 2003 a La Nuova Ecologia, il mensile di Legambiente, di cui è stata anche coordinatrice, oggi scrive per la rivista, segue l'online e non solo. Interessata ai social media, da sempre realizza servizi video (dalle riprese alla post-produzione) per la televisione e per il web. Tra le sue collaborazioni giornalistiche quella con il "Nuovo Paese Sera" e "Left- Avvenimenti" e come autrice testi in Rai. È presidente dell'associazione culturale Marmorata169 che si occupa di "racconto di città". Contatti: galgani@lanuovaecologia.it