Come impedire l’estinzione della foca monaca del Mediterraneo

L’Unione internazionale per la conservazione della natura effettuerà nel 2020 la prima rivalutazione del grado di minaccia per la specie. Un’azione fondamentale per salvaguardare un animale particolarmente colpito dai cambiamenti climatici, oltre che dalla pesca indiscriminata e dal degrado delle spiagge

La fotografia di una Foca Monaca del Mediterraneo

Arrivano buone notizie per la foca monaca del Mediterraneo, il mammifero marino più a rischio in Europa. L’Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn) prevede infatti di effettuare nel 2020 la prima rivalutazione del grado di minaccia per la specie. Si tratta di un’azione di fondamentale importanza che potrebbe permettere di mettere in campo interventi efficaci per tutelare questa specie particolarmente colpita dai cambiamenti climatici, oltre che dalla pesca indiscriminata e dal degrado delle spiagge dove questi animali vanno a riprodursi.

In passato esemplari di foca monaca venivano avvistati frequentemente in tutti i Paesi del Mediterraneo e lungo la costa africana e la Macaronesia, vale a dire i diversi arcipelaghi dell’oceano Atlantico settentrionale situati al largo delle coste del continente africano. Oggi è invece scomparsa quasi completamente dalla faccia della Terra. La sua popolazione è ridotta a meno di 700 individui frammentati in tre o quattro sottopopolazioni. Ciò la rende una delle specie di foca più minacciate del pianeta. La morte accidentale dovuta agli attrezzi da pesca rimane la più grande minaccia alla sopravvivenza di questa specie, che ha anche subito un duro colpo nel 1997, quando 200 esemplari morirono nella colonia di Cabo Blanco (Sahara occidentale) a causa di una marea rossa.

Diverse organizzazioni internazionali da anni si sono però attivate con campagne di sensibilizzazione per garantire la sopravvivenza degli ultimi animali ancora in vita. Nel 2019 l’Associazione europea per i mammiferi acquatici (Eaam) raddoppierà i suoi sforzi per aiutare questa specie attraverso l’organizzazione greca MOm, che salva e riabilita i cuccioli di foca monaca e poi li rimette in libertà. Mentre tutti gli sforzi stanno dando i risultati sperati, resta ancora molto lavoro da fare per essere davvero ottimisti sul pieno recupero della specie. 

Dal 2009 l’Eaam, aiutata dai propri membri tra cui Il Parco ‘Attica’, ‘Zoomarine Italia’, ‘Acquario di Genova’, ‘Fundación Parques Reunidos’ e ‘Fondazione Loro Parque’, si è particolarmente impegnata per queste attività di salvataggio e riabilitazione, che sono servite a salvare dozzine di individui di questa specie seriamente minacciata di estinzione, collaborando con il progetto di conservazione greco Monk Seal. Nel corso di quest’estate l’Eaam finanzierà anche una borsa di studio per uno studente europeo che collaborerà con MOm per il salvataggio e la riabilitazione dei cuccioli della foca monaca mediterranea.