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Fossili, le istituzioni religiose scelgono il disinvestimento

Papa Francesco

Il 12 settembre una vasta coalizione di istituzioni del mondo religioso e laico ha annunciato il proprio disinvestimento dai combustibili fossili. Tra i protagonisti di questa importante scelta c’è la Chiesa cattolica con 150 sue istituzioni, su un totale globale di più di 1.100 realtà che partecipano a questa iniziativa. Di queste istituzioni cattoliche 15 rispondo per la prima volta a questo appello (come la Conferenza Episcopale delle Filippine, l’Associazione delle Conferenze Episcopali dell’Africa Orientale e le Caritas in Italia, Singapore, Australia e Norvegia), a cui si aggiungono 7 nuove istituzioni protestanti (tra cui la Chiesa Riformata Unita del Regno Unito, la Cattedrale Episcopale di St. Mary a Edimburgo, e il Sinodo della Chiesa Riformata Unita del Wessex nel Regno Unito).

La comunità cristiana non è l’unica ad aver fatto questa importante scelta. Autorità musulmane negli Stati Uniti e in Canada hanno infatti emesso una fatwa – ossia una sentenza religiosa – sui combustibili fossili, invitando i manager di investimenti di istituzioni islamiche a sviluppare alternative di investimento prive di fossili ed invita i singoli fedeli musulmani ad investire in energie rinnovabili.

L’atteso annuncio, di cui si sono fatti portavoce il Movimento Cattolico Mondiale per il clima, Green Faith, Operation Noah e Green Anglicans, è stato dato in occasione del Financing the Future, il vertice di Città del Capo del 10 e 11 settembre dedicato ad accelerare investimenti in un’economia pulita, e arriva a pochi giorni dalla parole chiare espresse sull’argomento da Papa Francesco. “È ora di abbandonare la dipendenza dai combustibili fossili e di intraprendere, in modo celere e deciso, transizioni verso forme di energia pulita e di economia sostenibile e circolare”.

Nel corso del Financing the Future soddisfazione è stata espressa dall’arcivescovo Jean-Claude Hollerich del Lussemburgo, presidente della Commissione Cattolica delle Conferenze Episcopali della Comunità Europea, tra gli ambasciatori della Conferenza: “In questo tempo e spazio che viviamo, è importante fare ciò che possiamo per preservare il Creato dalle devastazioni del cambiamento climatico indotto dall’avidità. Concretamente tutti dovremmo usare i poteri a nostra disposizione per allontanarci da industrie e modelli di distruzione e cogliere l’opportunità di promuovere la vita”.

Con questa azione concreta i leader religiosi di tutto il mondo rispondono così alla crisi climatica che colpisce soprattutto le nazioni più povere del sud del mondo. Le Nazioni Unite stimano infatti che l’Africa orientale si è già riscaldata in media di 1,3 gradi Celsius negli ultimi decenni. Un pianeta più caldo potrebbe alterare gravemente i modelli delle precipitazioni in questa sfortunata parte di mondo, portando a maggiori siccità interrotte da periodi di pioggia estremamente intensa. Questo significherebbe una catastrofe per la sussistenza degli agricoltori.

Ad oggi in tutto il mondo il disinvestimento dai combustibili fossili è stato scelto da istituzioni con 11 trilioni di dollari in patrimonio, da un punto di partenza di 50 miliardi di dollari appena cinque anni fa.

Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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