Colombia, glifosato contro il narcotraffico

Il ministro della Difesa annuncia l’intenzione di riprendere l’uso dell’erbicida per distruggere le coltivazioni illegali di coca, ma la Corte costituzionale nel 2017 ne ha proibito l’utilizzo per tutelare salute umana e ambiente

immagine aerea di una piantagione di coca

La Colombia si accinge a riprendere l’uso del glifosato per distruggere per via aerea le piantagioni di coca e per questo sta mettendo a punto protocolli ad hoc, che permetteranno di superare la proibizione imposta dalla Corte costituzionale. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa colombiano, Guillermo Botero. Intervista sulla radio Rcn di Bogotà, il ministro ha dichiarato che “la Colombia ha utilizzato il glifosato anni fa per attaccare due milioni di ettari di piantagioni illegali. Si tratta di uno dei migliori erbicidi in termini di costo. Stiamo mettendo a punto i protocolli per poter tornare ad utilizzarlo per via aerea”.

Nell’aprile 2017 la Corte costituzionale colombiana ha proibito che “si usi o si torni ad usare l’erbicida glifosato nel programma di sradicamento delle coltivazioni illecite con il metodo dell’aspersione aerea”. Nella sua sentenza, il massimo tribunale ha chiarito che l’utilizzo di questo erbicida attraverso la dispersione aeree può danneggiare la salute umana e l’ambiente. A questo riguardo Botero ha risposto che “la Corte costituzionale non ha detto che in assoluto non si può usare il glisofato”, aggiungendo che la polizia nel dipartimento di Tolima sta svolgendo test di aspersione dell’erbicida con l’aiuto di droni.

L’iniziativa annunciata dalle autorità colombiane va vista sulla scia della decisione del governo di Donald Trump, che ha incluso la Colombia nella lista dei principali Paesi produttori e trafficanti di droghe illecite