Colombia, esplosione a oleodotto inquina fiumi nel Nordest

Per il presidente del Paese sudamericano, Ivan Duque, la fuoriuscita del greggio è stata provocata da un attentato dei guerriglieri dell’Esercito di liberazione nazionale. Trentamila le persone ancora senz’acqua

foto dell'oleodotto da cui è fuoriuscito il greggio

Il presidente colombiano Ivan Duque ha definito un “ecocidio” l’attacco attribuito a gruppo di guerriglieri dell’Eln contro un oleodotto causa di un disastro ambientale che ha lasciato senza approvvigionamento idrico un’intera popolazione del nordest del paese. “Condanniamo l’ecocidio perpetrato dall’Eln a Pozo Azul, Norte de Santander. I crimini contro la biodiversità minacciano le risorse strategiche della nazione, e devono essere puniti severamente”, ha scritto su Twitter il capo di Stato. “Il terrorismo – ha aggiunto Duque – sacrifica nuovamente l’ambiente, stiamo andando avanti con il lavoro per ripulire l’area”.

Da giorni centoventi persone lavorano per bonificare gli affluenti Pozo Azul, Cano Cinco e i fiumi Tibucito e Tibù, dove è arrivata la marea nera provocata da una carica esplosiva piazzata lungo l’oleodotto Caño-Limón Coveñas. In totale sono stati due gli attacchi avvenuti lo scorso fine settimana, ma a causa della loro portata le conseguenze non sono state ancora risolte, motivo per il quale 30mila abitanti del comune di Tibú, a Norte de Santander, rimangono senza fornitura idrica. L’attentato, attribuito dalle autorità colombiane ai guerriglieri dell’Esercito di liberazione nazionale Eln, sono giunti in un momento in cui il gruppo ribelle manteneva una tregua unilaterale, come gesto di pace durante la settimana santa.