‘Climate Mapathon’, parte la mappatura per il clima

L’iniziativa è stata lanciata dagli studenti del Politecnico di Milano. Verranno monitorate la piccola isola Mwali dell’arcipelago delle Comore nell’Oceano Indiano e un fazzoletto della foresta amazzonica nello stato brasiliano di Parà

Google Maps Mwali Island

Ha preso il via ‘Climate Mapathon’, la maratona che porterà a mappare la piccola isola Mwali dell’arcipelago delle Comore nell’Oceano Indiano, a rischio per l’innalzamento dei mari, e un fazzoletto della foresta amazzonica nello stato brasiliano di Parà, consumato dal dilagare dei pascoli. Si tratta di due delle aree al mondo maggiormente minacciate dai cambiamenti climatici e ambientali.

L’iniziativa è stata lanciata dagli studenti del Politecnico di Milano, insieme al Climate Office dell’Agenzia spaziale europea (Esa), in occasione di ‘Living Planet’, la più grande conferenza sull’osservazione della Terra organizzata a Milano dall’Esa con il supporto dell’Agenzia spaziale italiana (Asi).  

“Da due anni facciamo regolarmente incontri in cui mappiamo su OpenStreetMap, un portale geografico simile a Google Maps ma aperto a tutti: chiunque può accedervi per aggiornare e modificare i database interagendo con la comunità, proprio come su Wikipedia”, spiega Lorenzo Stucchi, studente di ingegneria ambientale al Politecnico di Milano e vicepresidente del gruppo di studenti volontari ‘PoliMappers’. “Mappare significa osservare le mappe prodotte grazie ai dati satellitari e indicare per esempio strade ed edifici: lo facciamo in aree del mondo ‘dimenticate’, Paesi poveri che non attirano l’attenzione dei colossi delle mappe, in modo da poter essere d’aiuto ad associazioni ed enti come la Croce Rossa in casi di emergenza. Le mappe così prodotte sono liberamente accessibile anche a tutta la comunità scientifica”, aggiunge lo studente. “Durante ‘Living Planet’ cercheremo di dare il nostro contributo alla ricerca sui cambiamenti climatici, ma le mappe possono essere usate per molte applicazioni: in passato, per esempio, abbiamo analizzato la distribuzione dei villaggi in Senegal per facilitare lo studio della diffusione di malattie infettive”.