Climate Action Call, è l’ora di agire per fermare i cambiamenti climatici

Centinaia di associazioni, imprese, enti e personalità da tutta Europa lanciano l’appello all’UE per ridurre le emissioni il prima possibile. Tra i firmatari c'è anche Legambiente I 5 punti dell'appello

L'immagine di un'area colpita da siccità

Centinaia di associazioni, imprese, enti e personalità da tutta Europa lanciano l’appello all’Ue per ridurre le emissioni il prima possibile. La Climate Action Call, resa pubblica questa mattina dal Climate Action Network Europe, raccoglie l’adesione di centinaia di organizzazioni della società civile, enti locali, aziende, investitori, scienziati e istituti religiosi.

Tra i firmatari dell’appello figurano importanti reti di città a livello europeo (ad esempio C40, Eurocities, Energy Cities, Climate Alliance, Fedarene, CPMR) network di aziende (Corporate Leaders Group, Haga Initiative, Climate Leadership Council) e investitori privati (Joule Assets Europe), oltre a un ampio numero di organizzazioni della società civile. Anche Italian Climate Network, Legambiente – i due membri italiani di CAN Europe –  e il Water Grabbing Observatory hanno aderito con convinzione alla Climate Action Call.

I firmatari elencano cinque punti chiave per chiedere all’Unione Europea e ai candidati alle elezioni europee azioni più incisive nella riduzione delle emissioni di gas serra, al fine di contenere l’aumento della temperatura media globale entro 1.5°C. L’iniziativa, promossa e coordinata da Climate Action Network Europe (CAN Europe) – il network europeo che riunisce oltre 160 organizzazioni ambientaliste di 35 paesi dell’area europea – viene lanciata a ridosso del vertice dei capi di Stato e di Governo dell’UE in programma a Sibiu (Romania) il 9 maggio, e a meno di venti giorni dalle elezioni europee. L’impegno dell’Ue nel contrasto ai cambiamenti climatici sarà un tema di discussione centrale per entrambi gli appuntamenti, anche a fronte delle manifestazioni di piazza che hanno visto centinaia di migliaia di cittadini europei richiedere un’azione politica più ambiziosa al riguardo.

I promotori dell’iniziativa chiedono ai leader europei e ai candidati alle elezioni del nuovo Parlamento di dare una risposta concreta alle recenti mobilitazioni attraverso l’assunzione di impegni tangibili sul fronte dei cambiamenti climatici. 

“I prossimi anni saranno cruciali”, ha dichiarato Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente. “Per non superare la soglia critica di 1.5°C e raggiungere zero emissioni nette entro il 2040, come contributo europeo alla decarbonizzazione del pianeta entro la metà del secolo, serve avviare da subito una profonda trasformazione di tutti i settori dell’economia europea che avrà un forte impatto sociale. Sfida ambiziosa possibile solo con il pieno coinvolgimento dei cittadini europei, grazie a un nuovo contratto sociale, ovvero un Green New Deal Europeo, sostenuto con forza dai nuovi Parlamento e Commissione”.

“Secondo il recente rapporto dell’IPCC, senza un deciso cambiamento di rotta la soglia dei +1.5°C verrà raggiunta in soli 12 anni – ha dichiarato Riccardo Rossella, coordinatore delle relazioni internazionali di Italian Climate Network – I nuovi Parlamento e Commissione Europea opereranno quindi in un quinquennio decisivo per la sfida climatica, dove l’UE è chiamata ad aumentare notevolmente i suoi impegni per raggiungere il più velocemente possibile l’obiettivo di zero emissioni nette. La coalizione che sostiene la Climate Action Call, senza precedenti per numero ed eterogeneità dei firmatari, sta lanciando oggi un segnale molto importante in questa direzione”.

“L’emergenza climatica richiede parlamentari, capi di stato e istituzioni che siano all’altezza della sfida di decarbonizzare l’economia”, afferma Marirosa Iannelli, presidente di Water Grabbing Observatory. “Questa chiamata all’azione diviene particolarmente significativa alle porte delle elezioni europee. Si tratterà tra scegliere una Commissione e un Parlamento in grado di raggiungere questi obiettivi oppure avere rappresentanti inadatti per questa grande sfida. L’Europa deve aumentare l’ambizione per il clima, implementare misure di adattamento e riduzione del rischio, sostenere l’economia circolare, e acquisire un ruolo centrale nel supporto ai paesi in via di sviluppo per mitigazione e adattamento al cambiamento climatico”.

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