Clima, sopravvalutati gli impegni delle compagnie energetiche

Lo rileva uno studio del Transition Pathway Initiative, basato sull’analisi dei sei principali player europei del petrolio e del gas. Il raggiungimento degli obiettivi fissati dagli Accordi di Parigi sul clima resta lontano

L'immagine di un impianto di perforazione off shore

Secondo uno studio del Transition Pathway Initiative (Tpi), iniziativa globale che indaga il modo in cui le società stanno pianificando il passaggio graduale a un’economia a basse emissioni di carbonio, l’impegno delle compagnie energetiche per mitigare le proprie attività inquinanti è sopravvalutato. La ricerca, citata da Bbc e focalizzata sul comportamento di sei grandi player energetici europei – Shell, Eni, Total, Repsol, Bp e Omw – conferma i rilevanti passi in avanti fatti queste realtà per il graduale abbattimento di emissioni di carbonio. Nessuna di esse, di fatto, si è però ancora allineata per contribuire concretamente al contenimento delle temperature globali entro 1,5°C come fissato dagli Accordi di Parigi sul clima.

Dal 2017 i progressi, come detto, ci sono stati. Se tre anni fa nessuna di queste grandi società energetiche europee si era ancora posta degli obiettivi per ridurre le proprie emissioni di carbonio, ad oggi non solo lo hanno fatto tutte ma, negli ultimi sei mesi, hanno rafforzato il loro impegno in tal senso.

Dall’analisi la società più avanti in questo percorso risulta essere Shell. La compagnia tedesca ha annunciato che ridurrà a zero le emissioni nette di carbonio entro il 2050, ma allo stato attuale è vicina a parametrarsi a uno scenario di innalzamento delle temperature globali attorno ai 2° C e non agli 1,5° C come chiesto dagli Accordi sul clima. Anche BP, che ha fissato al 2050 l’azzeramento delle emissioni nette di carbonio e l’abbassamento al 50% delle emissioni derivanti dai propri prodotti, è altrettanto lontana dagli Accordi di Parigi. Ciò dipende in una certa misura dalle strategie adottate per puntare alla sostenibilità, incentrate quasi esclusivamente sulla tecnica della cattura e dello stoccaggio di carbonio – vale a dire il processo di confinamento geologico dell’anidride carbonica – e da scelte green con il piantare alberi. Si tratta, però, di soluzioni che da sole non sono sufficienti per alleggerire in modo sostanzioso il peso inquinante che continuano ad avere queste compagnie sul pianeta.

Ancora più allarmante è la situazione delle società energetiche di petrolio e gas degli Stati Uniti. Secondo il Tpi nessuna delle compagnie fossili americane possiede piani per il contrasto ai cambiamenti climatici paragonabili a quelli adottati dai player europei.   

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