giovedì 25 Febbraio 2021

Acquista

Login

Registrati

Clima, sopravvalutati gli impegni delle compagnie energetiche

L'immagine di un impianto di perforazione off shore

Secondo uno studio del Transition Pathway Initiative (Tpi), iniziativa globale che indaga il modo in cui le società stanno pianificando il passaggio graduale a un’economia a basse emissioni di carbonio, l’impegno delle compagnie energetiche per mitigare le proprie attività inquinanti è sopravvalutato. La ricerca, citata da Bbc e focalizzata sul comportamento di sei grandi player energetici europei – Shell, Eni, Total, Repsol, Bp e Omw – conferma i rilevanti passi in avanti fatti queste realtà per il graduale abbattimento di emissioni di carbonio. Nessuna di esse, di fatto, si è però ancora allineata per contribuire concretamente al contenimento delle temperature globali entro 1,5°C come fissato dagli Accordi di Parigi sul clima.

Dal 2017 i progressi, come detto, ci sono stati. Se tre anni fa nessuna di queste grandi società energetiche europee si era ancora posta degli obiettivi per ridurre le proprie emissioni di carbonio, ad oggi non solo lo hanno fatto tutte ma, negli ultimi sei mesi, hanno rafforzato il loro impegno in tal senso.

Dall’analisi la società più avanti in questo percorso risulta essere Shell. La compagnia tedesca ha annunciato che ridurrà a zero le emissioni nette di carbonio entro il 2050, ma allo stato attuale è vicina a parametrarsi a uno scenario di innalzamento delle temperature globali attorno ai 2° C e non agli 1,5° C come chiesto dagli Accordi sul clima. Anche BP, che ha fissato al 2050 l’azzeramento delle emissioni nette di carbonio e l’abbassamento al 50% delle emissioni derivanti dai propri prodotti, è altrettanto lontana dagli Accordi di Parigi. Ciò dipende in una certa misura dalle strategie adottate per puntare alla sostenibilità, incentrate quasi esclusivamente sulla tecnica della cattura e dello stoccaggio di carbonio – vale a dire il processo di confinamento geologico dell’anidride carbonica – e da scelte green con il piantare alberi. Si tratta, però, di soluzioni che da sole non sono sufficienti per alleggerire in modo sostanzioso il peso inquinante che continuano ad avere queste compagnie sul pianeta.

Ancora più allarmante è la situazione delle società energetiche di petrolio e gas degli Stati Uniti. Secondo il Tpi nessuna delle compagnie fossili americane possiede piani per il contrasto ai cambiamenti climatici paragonabili a quelli adottati dai player europei.   

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER 

SOSTIENI IL MENSILE 

Rocco Bellantone
Classe 1983, nato a Reggio Calabria, cresciuto a Scilla sullo Stretto di Messina, residente a Roma. Giornalista professionista, mi occupo da anni di questioni africane e tematiche ambientali

Articoli correlati

Nasce l’Osservatorio indipendente sul Piano nazionale di ripresa e resilienza

A lanciare l'iniziativa sono un gruppo di organizzazioni della società civile che chiedono al Governo Draghi pieno coinvolgimento nella definizione del Pnrr. Tra queste c'è anche Legambiente

Cambiamenti climatici, in Europa ogni anno danni per 12 miliardi di euro

La cifra potrebbe aumentare addirittura a 170 miliardi nel caso in cui le temperature dovessero aumentare ulteriormente. La Commissione Ue vara una strategia di adattamento con la creazione di un nuovo osservatorio sul clima e la salute

Ecoforum Basilicata 2021

Le sfide dell'economia circolare

Seguici sui nostri Social

16,645FansLike
21,231FollowersFollow
0SubscribersSubscribe

Gli ultimi articoli

Volontariato in tempi di pandemia, le nuove proposte di Legambiente

Imprese e Terzo Settore insieme per la sostenibilità ambientale. Il 23 febbraio il 7° workshop: tutela dell'ambiente, valori sociali e solidarietà. Nasce la “carta d'identità del volontariato aziendale”

Emissioni, per raggiungere target Ue bisogna decarbonizzare caldaie e riscaldamenti

La campagna #Coolproducts con Legambiente e Kyoto Club: servono nuove etichette energetiche e target più ambiziosi già a partire dal 2023

Gli scienziati all’UE: “No alle gabbie negli allevamenti”

Più di 140 scienziati, tra cui la primatologa Jane Goodall, hanno firmato la lettera conto le gabbie indirizzata alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen

Cobalto in Congo, mai più schiavi delle risorse

Buona parte del cobalto che alimenta i nostri pc portatili si trova in Repubblica Democratica del Congo, dove ieri sono stati uccisi il nostro ambasciatore Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e il loro autista. Eppure il Paese rimane uno dei più poveri del pianeta

“Il mare è fonte di vita”. L’intervista a Nicola Sammarco, ideatore di Nicopò

La prima serie animata in cui l’entertainment incrocia i temi ambientali. Sullo sfondo Taranto, i fantasmi dell'Ilva e il sogno di cambiare la città
Ridimensiona font
Contrasto