Clima, il silenzio di Trump e il negazionismo di Bolsonaro

All’Assemblea Generale delle Nazioni Unite i presidenti di Usa e Brasile non “tradiscono” le aspettative. I loro discorsi segnano una rottura aperta con il fronte dei Paesi che promettono emissioni zero entro il 2050

Trump Bolsonaro clima

Donald Trump e Jair Bolsonaro non hanno tradito le “aspettative” nei loro interventi tenuti oggi a New York all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Da parte del presidente degli Stati Uniti Trump non una parola sui cambiamenti climatici, al centro del summit sul clima al Palazzo di Vetro. Trump ha preferito strizzare l’occhio ai suo sostenitori in patria e ai sovranisti di tutto il mondo. “Il futuro non appartiene ai globalisti, il futuro appartiene ai patrioti, il futuro appartiene alle nazioni sovrane ed indipendenti che proteggono i propri cittadini, rispettano i vicini ed onorano le differenze che rendono ogni Paese speciale ed unico”, ha detto Trump.

Sprezzante e negazionista nei confronti della questione climatica, come era d’attendersi, il discorso del presidente del Brasile Bolsonaro. È “falso” sostenere che l’Amazzonia fa parte del patrimonio dell’umanità, ha dichiarato Bolsonaro accusando alcune nazioni di comportarsi in modo “coloniale” verso il Brasile. “Invece di aiutarci”, ha detto, alcuni paesi, sulla base di “bugie mediatiche” “si comportano in modo irrispettoso e coloniale, attaccando la nostra sovranità”. In riferimento agli incendi che hanno devastato la foresta pan-amazzonica nel corso di quest’estate, il presidente brasiliano ha parlato di “un malinteso, confermato dagli scienziati”, sostenendo che è sbagliato “sostenere che le nostre foreste amazzoniche sono i polmoni del mondo”.

Chi si aspettava dei passi in avanti da parte delle grandi potenze mondiali che inquinano il pianeta, dopo che ieri ben 66 Paesi si sono impegnati ad azzerare le emissioni entro il 2050, dovrà dunque ricredersi. Il clima, almeno per ora, resta una causa giusta a parola. Ma rispetto alla quale, nei fatti, ogni Stato agisce secondo i propri interessi economici.