martedì 26 Ottobre 2021

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Clima, migliaia di studenti in piazza a Roma

“Di chi è il futuro?”. Questo lo slogan della prima grande manifestazione post Covid, che nel giorno dello sciopero mondiale ha riunito giovani e famiglie intasando il traffico della capitale.  Le voci dal Global Strike

“Fai la storia, svolta er clima” recita lo striscione nel giorno di protesta. Studenti di Roma e dintorni ma non solo. Delegazioni da Civitavecchia, Perugia, Latina, anche qualcuno da Buenos Aires. Questa mattina c’erano proprio tutti in piazza nella capitale, come in altre 70 città d’Italia, in occasione del Global Climate Strike, lo sciopero globale per il clima, per richiedere a gran voce il diritto al futuro. È la prima grande manifestazione sul tema da febbraio 2020, la prima post Covid, perfettamente riuscita considerato il numero dei partecipanti. Un corteo colorato e vivace, composto da giovani, giovanissimi e famiglie con bambini, che da Piazza Vittorio ha sfilato fino a Piazza della Repubblica passando per Via Cavour e intasando il traffico nella zona della stazione Termini.
Tra cartelloni originali e striscioni scritti su fondo green, più di cinquemila persone hanno intonato cori a ritmo scandito. “Siamo tutti ambientalisti”, gridano i manifestanti, riassumendo un sentimento comune. E ancora: “Se ci bloccano il futuro, noi blocchiamo la città”. Tante le speranze per la Cop26 di Glasgow, al via tra poco più di un mese e per la pre-Cop di Milano, fissata per il 1 ottobre. «Non importa perché siamo arrivati qui – dice Martina, 16 anni, di un liceo romano – ora l’importante è farsi sentire. Dobbiamo fare rumore!». Non mancano infatti musica e balli, anche se i volti sono coperti dalla mascherina.

“Cosa vogliamo?” chiede al microfono Sara, di FridaysForFuture Roma. “Giustizia climatica. Ora!” risponde la piazza gremita. E incalza: «La crisi climatica è una questione popolare, vogliamo che le decisioni siano prese da tutti, anche da chi ne è più colpito. Per questo ci diamo appuntamento a Milano, per far valere i nostri diritti».

Applaude in piazza anche Aboubakar Soumahoro, attivista e protagonista della lotta al caporalato, che a Nuova Ecologia spiega: «Sono qui perché stiamo lottando in difesa della nostra casa comune, il nostro unico pianeta. È un sistema in cui dobbiamo difendere i tanti aspetti interconnessi». Alcuni striscioni citano Chico Mendes, con lo slogan “l’ambientalismo senza lotta di classe è giardinaggio”, mentre le associazioni animaliste si esibiscono in una rappresentazione scenica per sensibilizzare sul problema degli allevamenti intensivi e le difficoltà della zootecnia. I giovani intanto vogliono far conoscere l’importanza che danno alle scelte quotidiane: «Ho sempre un contenitore per buttare i mozziconi di sigaretta – dice Stefano, 17 anni – e non compro più bottigliette d’acqua, ormai solo borracce».

Gli studenti di Civitavecchia, arrivati questa mattina, si battono contro la nuova centrale a gas, che verrebbe costruita in una città già ospite di due centrali a carbone. «Questa non è la transizione ecologica di cui tanto parlano ai tavoli del potere».

Lotta ai gas serra, ai combustibili fossili, a una politica che manca di azioni concrete. In prima fila ci sono anche i giovani di Legambiente, reduci dall’appuntamento dello Youth Climate Meeting. “Le chiacchiere stanno a zero, le emissioni ancora no”, come sottolinea lo striscione del cigno verde. «È soddisfacente vedere che la prima grande manifestazione dopo il Covid sia questa, così ricca e partecipata – commenta Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio – nonostante la campagna elettorale, siamo qui senza distinzioni politiche, tutti insieme con un unico obiettivo».

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Giulia Assogna
Biologa specializzata in Biodiversità e Gestione degli ecosistemi. Dopo lo studio in Spagna, un periodo di ricerca sul campo nella foresta brasiliana (Bahia) e un Master in Comunicazione della scienza, ora si occupa di giornalismo ambientale, ecologia, evoluzione e progressi biotecnologici. Collabora con La Nuova Ecologia, Le Scienze e Mind.

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