Clima, firmata la carta per la difesa del ghiacciaio Adamello

A sottoscriverla la Rete delle Università sostenibili, il Club alpino italiano e il Comitato glaciologico italiano. Intanto, nei giorni scorsi, è stato avvistato un laghetto sul Monte Bianco: ennesima testimonianza del riscaldamento globale

monte Adamello

La Rete delle Università sostenibili, il Club alpino italiano e il Comitato glaciologico italiano hanno firmato il 20 luglio la “Carta dell’Adamello” in difesa del clima. Una delegazione formata da rettori, prorettori e delegati delle università italiane è salita a piedi a 3.000 metri di quota sul ghiacciaio dell’Adamello, simbolo dei danni climatici, il cui spessore in 15 anni è diminuito di 24 metri.

La dichiarazione impegna le istituzioni aderenti a collaborare con la società civile per combattere il riscaldamento globale attraverso la formazione degli studenti, lo sviluppo di ricerche finalizzate allo sviluppo sostenibile e la sensibilizzazione della cittadinanza. L’evento “Climbing for Climate” è stato organizzato dal Centro di ricerca e documentazione per l’agenda dello Sviluppo sostenibile 2030 dell’Università di Brescia.

Intanto qualche giorno fa è stato avvistato un laghetto sul Monte Bianco. “È tempo di allarmarsi”, ha scritto il ventiquattrenne alpinista Bryan Mestresu condividendo foto e video di un lago nato alla base del Dente del Gigante, vetta delle Alpi Occidentali al confine tra Francia e Italia. “In questi giorni la temperatura in cima al Monte Bianco (quindi a 4810 metri di altezza) ha raggiunto i 10 gradi”, ha spiegato Mestre. Le immagini dell’acqua azzurra sulle Alpi sono incredibili e diventano l’ennesima testimonianza di come il riscaldamento globale stia cambiando la Terra.

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