Clima di rischio

“Creare un futuro comune in un mondo frammentato” è il tema della prossima edizione del World economic forum, che si terrà a Davos dal 23 al 26 gennaio. Ad anticipare i lavori il “Global risks report 2018”, che per il secondo anno consecutivo vede i rischi ambientali sul gradino più alto del podio delle preoccupazioni

foto che mostra manifestanti "a difesa del clima"

I grandi del pianeta torneranno a trovarsi fra loro a Davos, in Svizzera, la settimana prossima, dal 23 al 26 gennaio. L’ospite più atteso è certamente Donald Trump. Ed è una novità, visto che gli Usa non partecipavano al World economic forum (Wef) dal 2000, quando alla Casa bianca c’era Bill Clinton. Non mancheranno altre personalità di spicco: il presidente francese Emmanuel Macron, la premier inglese Theresa May, il primo ministro indiano Narendra Modi e il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker.

“Creare un futuro comune in un mondo frammentato” sarà il tema della 48esima edizione del Forum. “Il mondo di oggi è fratturato dalla crescente competizione fra le nazioni e dalle profonde divisioni all’interno delle società, la portata delle sfide che dobbiamo affrontare rende indispensabile un’azione concertata, collaborativa e integrata – ha detto nella conferenza stampa di presentazione Klaus Schwab, presidente e fondatore del Wef – Una collaborazione globale sarà decisiva durante l’anno in corso: ecco perché è essenziale avere con noi Trump”.

Fra i rischi che più preoccupano gli esperti in termini di impatto economico per il 2018, le tensioni geopolitiche internazionali e i pericoli legati all’ambiente. È quello che emerge dal “Global risks report 2018”, realizzato dal Wef in collaborazione con Marsh & McLennan companies e presentato ieri. Lo studio è basato sulle risposte di un migliaio di esperti e leader del pianeta, secondo i quali l’anno appena cominciato sarà caratterizzato da un crescente livello di rischio: il 93% degli intervistati si aspetta infatti un inasprimento nel confronto politico ed economico fra le grandi potenze, l’80% teme un incremento dei rischi correlati a questo confronto.

Sono comunque i rischi ambientali, per il secondo anno consecutivo, ad essere sul gradino più alto del podio delle preoccupazioni: dopo un 2017 costellato da uragani, eventi estremi e temperature record, oltre che dal primo aumento delle emissioni di CO2 in quattro anni, i pericoli legati al clima occupano tre delle prime cinque posizioni della graduatoria sulle “probabilità del rischio”. Al primo posto, gli eventi climatici estremi, disastri naturali al secondo, mentre al quinto c’è l’insuccesso delle politiche di adattamento o mitigazione dei cambiamenti climatici. Sembra voler ricordare l’urgenza di condividere la questione climatica anche la temperatura di 6 gradi centigradi, sopra la media insomma, che i leader mondiali troveranno a Davos.