Clima, a Milano il 2° giugno più caldo negli ultimi 123 anni

A dirlo è l’Osservatorio Meteorologico Milano Duomo, che ha registrato picchi di calore eccezional. Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia: “Il cambiamento climatico peggiora la qualità della nostra vita già oggi”

Un'immagine di una ragazza che si ringresca in una fontana a Milano

A Milano il mese scorso è stato il secondo giugno più caldo dell’ultimo quarantennio, dopo quello dell’estate 2003. A confermarlo è l’Osservatorio Meteorologico Milano Duomo, che ha registrato picchi di calore eccezionali se confrontati con le misurazioni delle serie storiche. Il dato più negativo, però, è che i valori misurati non rappresentano anomalie, ma si collocano su una tendenza ormai chiara di aumento delle temperature, soprattutto in città.

Tradotto in termini più semplici, significa che nei prossimi anni ondate di caldo come quella a cui si è assistito il mese scorso saranno la normalità e che ci sarà un ulteriore surriscaldamento, soprattutto in città a causa del fenomeno dell’isola di calore urbana.

L’incremento progressivo delle temperature, medie ed estreme, è ben reso anche dai confronti delle medie climatiche tra i cosiddetti CLINO CLImatological Normal, vale a dire i periodi trentennali su cui si osserva e si definisce il clima di una località secondo l’Organizzazione Mondiale della Meteorologia: è negli ultimissimi decenni che i valori termici mostrano un deciso incremento sia nei valori medi che estremi diurni e notturni.

“La temperatura media di giugno 2019 è stata 26.2°C, superiore di oltre quattro gradi rispetto al trentennio 1961-90 (21.7°C) e di oltre tre gradi e mezzo rispetto al 1981-2010 (22.6°C) – sottolinea Samantha Pilati, meteorologa della Fondazione Osservatorio Meteorologico Milano Duomo – Tale valore risulta, negli ultimi 123 anni (periodo di cui abbiamo a disposizione i dati in formato digitalizzato), il secondo più alto di sempre dopo il 2003 (27.9°C). Anche la media delle temperature minime (21.4°C) e la media delle massime (31.0°C) risultano inferiori solo al 2003. La minima assoluta più elevata del mese, 27.8 °C riferita al giorno 27, è stata invece la temperatura minima più alta mai registrata nel mese di giugno. La massima assoluta di 37.7°C, registrata ancora il 27, eguaglia il precedente record di giugno del 2003″.

Per quanto riguarda il resto della Lombardia, è stato il 27 giugno il giorno in cui si sono verificate temperature molto elevate: i valori massimi rilevati dalla rete meteo di Fondazione OMD sono stati i 38.9°C di Como e Seregno. “I dati misurati a Milano ci dicono che il cambiamento climatico, aggravato dal fenomeno dell’accumulo di calore in città, non è qualcosa con cui dovremo fare i conti in futuro, ma è una realtà presente e peggiora la qualità della nostra vita già oggi – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – In questo quadro però sono molte le cose che possiamo fare e non riguardano solo le scelte energetiche e le strategie di mitigazione climatica affrontate dalle grandi potenze, ma hanno a che fare con il modo in cui trasformiamo la città ed anche con i comportamenti con cui ognuno di noi può adattarsi e vivere meglio nel mutato quadro climatico, senza per questo aggravare il bilancio delle emissioni climalteranti”.

Il fenomeno dell’isola di calore

La tendenza al rialzo delle minime termiche contribuisce maggiormente al malessere climatico, e in area urbana è accentuata dal fenomeno dell’isola di calore: tutta l’energia ricevuta a causa dell’insolazione diurna e delle attività umane (climatizzazione, mobilità, ecc.), è assorbita dai materiali di edifici e pavimentazioni stradali e restituita di notte all’atmosfera cittadina sotto forma di calore. Si crea una “bolla d’aria calda” che avvolge la città, per cui si sperimentano temperature più elevate che nelle circostanti aree rurali. Il malessere climatico, dunque, è rappresentato dall’impossibilità di sollievo notturno dalle alte temperature e di compensazione per il corpo umano.