‘CittAccessibili’, le nostre città sono a misura dei diversamente abili?

Nella tappa finale della campagna Treno Verde 2019 presentati i risultati della ricerca di Legambiente e Fondazione Serono. Al questionario ha risposto oltre il 70% dei Comuni interpellati. Tra questi non c’è Roma

L'immagine di un uomo in carrozzella

Nel corso della 31esima edizione del Treno Verde 2019, conclusasi oggi a Milano, in alcune delle città toccate sono state presentate una serie di anteprime della ricerca ‘CittAccessibili’, condotta da Legambiente e Fondazione Serono.

La ricerca, primo esempio in Europa, ha monitorato la situazione dei centri urbani per quanto riguarda l’accessibilità dei servizi comunali ai diversamente abili. Il questionario alla base dello studio ha prodotto 56 diversi indicatori divisi in cinque grandi aree: una generale, relativa ai diversi aspetti dell’accessibilità di aree ed edifici pubblici e privati, le altre specifiche per lo spazio pubblico, i trasporti, i servizi, gli investimenti.

Al questionario ha risposto oltre il 70% dei Comuni interpellati (73 su 104). La situazione complessiva del Paese non appare affatto tranquillizzante. Roma purtroppo è tra i capoluoghi che non hanno risposto a nessuna parte del questionario dedicato all’accessibilità. E questo indubbiamente – fanno notare gli organizzatori della campagna – sottolinea una scarsa attenzione al tema che è cosa di per se già preoccupante, visto che si parla della capitale e di una delle città più densamente abitate del Paese.

A Milano, invece, il Comune ha risposto in maniera dettagliata al questionario. In città esiste infatti un censimento dei residenti con disabilità e un ufficio preposto a lavorare sul tema, c’è un disability manager ed esiste un’attenzione specifica all’accessibilità per uffici comunali, per scuole e trasporti. Lo scorso anno sono stati resi operativi i PEBA (Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche), obbligatori per legge dal 1986. Il palazzo comunale è accessibile a persone a mobilità ridotta, ma non ai non vedenti e non udenti; il sito web dell’ente comunale è invece conforme ai requisiti di accessibilità per tutti. Guardando ai trasporti, Milano può garantire una rete pienamente accessibile a tutti in ambito urbano: oltre l’80% dei mezzi di superficie sono attrezzati in tal senso. La metropolitana lo è invece ancora solo in parte. Tutto il personale garantisce già adeguata formazione per assistere persone con disabilità. Il Comune ha, tra i criteri di assegnazione di spazi pubblici per eventi, quelli legati alla piena accessibilità e fruibilità, così come ne esistono per la progettazione o riconversione di spazi urbani. Il capoluogo lombardo, inoltre, dichiara poi di aver stanziato fondi, per il 2018, dedicati all’eliminazione delle barriere architettoniche e a favorire la piena accessibilità per tutti di spazi e edifici pubblici. Si parla, tuttavia, di meno di 26 mila euro per il 2018. Ancora troppo poco, in un contesto in cui sembra ci sia ancora da migliorare.